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'Cera' una volta. Il Fortuny riscopre un'arte antica
di Maria Rita Cerilli   

cera.jpgPalazzo Fortuny ospita l’originalissima mostra Avere una bella cera a cura di Andrea Daninos, un’affascinante selezione di opere in cera prodotte a Venezia e in Italia. Se infatti si é rimasti impressionati dall'enorme scultura di Urs Fischer alla scorsa Biennale Arte, che nei mesi si è lentamente consumata, il percorso espositivo al Fortuny rende giustizia ad una produzione artistica antica, che dalla maschera funebre con ritratti di dogi veneziani e figure votive a grandezza naturale, arriva ai volti di santi e di criminali, soggetti ricorrenti nella tradizione ceroplastica.

 

Se da una parte, infatti, il visitatore si trova faccia a faccia con dodici busti di santi francescani, realizzati in cera con occhi di vetro e capelli veri, dall’altra incappa in una serie di ritratti di criminali, realizzati alla fine dell’Ottocento dall’allievo di Cesare Lombroso, Lorenzo Tenchini.

 

cera2.jpgE ancora, la sezione centrale è interamente dedicata alla tradizione del ritratto in cera in Italia e si apre su due figure a grandezza naturale, due bambini veneziani del Settecento, mai esposte prima. A chiudere, le opere di due artisti che lavorarono fuori dall’Italia: Joseph Müller-Deym, nobile austriaco del Settecento, proprietario di un celebre museo delle cere a Vienna, e il piemontese Francesco Orso, che negli anni della Rivoluzione francese aprì a Parigi un’analoga esposizione.


«Avere una bella cera»
Dal 10 marzo al 26 giugno Palazzo Fortuny
Info www.visitmuve.it