| Intimi virtuosismi. Il Romanticismo russo al Malibran |
| Written by Andrea Oddone Martin | |
La Russia romantica al Teatro Malibran per il concerto di Dmitrij Kitajenko a capo dell’Orchestra del Gran Teatro La Fenice. In programma il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 op. 18 di Sergej Rachmaninov (al pianoforte un Premio Venezia, il giovane Giuseppe Guarrera) e il poema sinfonico Manfred op. 58 di Tchaikovsky. Scritto al termine di un periodo difficile, il Concerto n. 2 in do minore è forse il più famoso di Rachmaninov, lo ricordiamo tra l’altro come sigla del programma televisivo La storia siamo noi. Caratterizzato da un clima misterioso e drammatico nella prima parte, viene a risolversi nell’ultimo movimento con una modulazione alla tonalità maggiore dal senso evidentemente rasserenante e rassicurante.
La partitura viene significativamente dedicata dal compositore al dottor Dahl, il proprio medico. Emblema della letteratura romantica, il Manfred byroniano viene composto in forma di poema sinfonico da Tchaikovsky nel 1885.
Articolato in
quattro tempi, il poema narra di Manfred tormentato dal destino ostile
in ‘merito’ a una colpa, afflizione nella quale lo stesso Tchaikovsky si
immedesima. Malgrado l’intento programmatico, è un lavoro che si
avvicina alla sinfonia: lo stesso compositore lo sottotitolò Sinfonia in
quattro quadri dal poema drammatico di George Byron. |