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Eppur si muove… Le «Costellazioni» del Groggia rischiarano il cielo veneziano
di Fabio Marzari   
teatrogroggia.jpgUna primavera in anticipo, nessun riferimento alla Pausini (…); le prime significative avvisaglie di foresti già in bermuda - per favore ridateci le glaciazioni (!) -, impegnati nella loro passeggiata tra calli e campi, con inevitabile sbocco a San Marco. Lo potremmo definire il ‘Banal’ Grande Tour, in una città che pare inevitabilmente destinata a ‘soccombere’ alla mono-destinazione turistica e gli abitanti che vedono la loro quotidianità, già atipica in Venezia, compromessa dai numeri in totale discrasia tra residenti stabili e occupatori temporanei del suolo serenissimo. Con uno scenario tale, pare difficile pensare che ci possano essere ancora degli angoli autentici di libertà creativa in città non etero-diretti, ma gestiti e fortemente voluti dagli abitanti stessi. Il Teatrino Groggia, dalle parti di Sant’Alvise, è il risultato tangibile della concreta dimostrazione che è possibile, anche a Venezia, senza trovare alibi e pretesti per ‘bofonchiare’ e basta, fare qualcosa per tutti, in primis per i residenti.

Alcuni giovani e non solo, capitanati da Mattia Berto e dal gruppo mpg.cultura, hanno deciso di dare al Groggia una nuova vita, programmando e gestendo in prima persona la struttura, e soprattutto mettendo in cartellone una stagione teatrale di livello e rivolta ad un pubblico più vasto.

 

frammenti.jpgIl Groggia si è trasformato in un cantiere aperto alla concretezza delle idee possibili. Un teatro piccolo, quanto a capienza, non necessariamente deve diventare sede naturale di recite scolastiche, al contrario, può esprimere una dinamicità che altre strutture più istituzionalizzate non si possono permettere. Il cartellone fino a maggio prevede varie forme di spettacolo: teatro, musica e danza, una sezione dedicata ai giovani e i laboratori teatrali e musicali, come A viva voce workshop, sul canto di tradizione orale condotto da Sandra Mangini per il progetto Giovani a Teatro. Utile si rivela la contaminazione tra realtà diverse nate all’interno delle Università Iuav e Ca’ Foscari e del Conservatorio Benedetto Marcello, per significare una continuità che è anche contiguità tra parti di uno stesso mondo, quello di chi a Venezia vive, studia e lavora.

 

Un work in progress che rende esattamente il senso dell’impegno partito come esigenza dei cittadini di fornirsi di una struttura in grado di dare visibilità a quei gruppi che, altrimenti, sarebbero esclusi da una programmazione ufficiale, o circoscritti a spazi ridotti nei teatrini di grandi città, come Roma e Milano. Le istituzioni hanno colto lo spirito dell’iniziativa ed hanno fattivamente collaborato per la riuscita di questo angolo vivo e propositivo della città. Si tratta di dar voce a quei gruppi di cittadini che non vogliono, giustamente, arrendersi al destino solo turistico di Venezia, ma credono sia possibile vivere in una città unica al mondo rendendo concrete imprese, come il Groggia, con ricadute positive sulla qualità della vita.

 

offshore.jpgDurante il mese di aprile, oltre ai laboratori, sono in programma tre differenti spettacoli: il 6, Frammenti. Musiche dal Lemming con drammaturgia, musiche e regia di Massimo Munaro; il 20, Off Shore, concept e regia di Chiara Bortoli; e il 27, Rapsodia in Tre. Concerto per pianoforte, chitarra e voce recitante, ideazione e regia di Savino Liuzzi. Quello che emerge in tutti questi lavori è la necessità di tracciare una mappa della condizione contemporanea, dalla precarietà all’uso del corpo, dal rapporto con le tecnologie alla paura della diversità. La rassegna «Costellazioni» diviene un motore di vitalità artistica, un utilizzo virtuoso della condizione della precarietà come energia creativa.

«Costellazioni - Tracciati Anticrisi»
6, 20, 27 aprile Teatro Groggia
Info www.mpgcultura.it