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Si dice il peccato… D’Annunzio e Porter, tragedia e musical, i contrasti del Toniolo
di Raffaele Avella   
innocente.jpgAl Teatro Toniolo si alternano in aprile i mondi opposti di Europa e America: la confessione di un terribile infanticidio che nel 1892 inquietò mezza Europa e un irresistibile musical di Broadway, da cui è stato tratto un film con Frank Sinatra, Maurice Chevalier e Shirley MacLaine. Stiamo parlando de L’Innocente di Gabriele D’Annunzio, in scena al Toniolo il 20 aprile, e di Can-Can di Cole Porter, in programma il 29 aprile. Dell’acuta modernità del romanzo del Vate se ne accorse Luchino Visconti, che, da L’innocente, trasse nel 1976 un film di perfetta, universale bellezza con Giancarlo Giannini e Laura Antonelli.

 

Nell’adattamento teatrale, curato dal regista-scrittore Giancarlo Marinelli e interpretato da Ivana Monti (una formidabile Elena, madre del protagonista), Debora Caprioglio, Rosario Coppolino, Ruben Rigillo ed Eleonora Tiberia, si assiste alla rappresentazione di temi di una contemporaneità sorprendente: la crisi di coppia, la frattura insanabile tra uomo e donna, il maltrattamento, la violenza, l’annichilimento dei figli. La storia è quella del vizioso antieroe Tullio Hermil, ex diplomatico e ricco proprietario terriero, sposato da sette anni con Giuliana, alla quale non nasconde i molti tradimenti.

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Durante l’assenza del marito, Giuliana è sedotta da un giovane scrittore, Filippo Arborio, di cui rimane incinta. Da questo unico e sofferto adulterio consumato da Giuliana, prende forma in Tullio l’idea dell’omicidio, studiato ed eseguito quando viene a sapere che lei sta per dare alla luce un innocente, colpevole solo di essere figlio dell’amante. Abbandonati gli interni crepuscolari dannunziani, il Toniolo si veste dei colori della Belle Époque parigina per ospitare Can-Can, il musical americano rimasto in scena ininterrottamente per cinque anni al suo debutto a Broadway.

 

In questa prima edizione originale in italiano, adattata e diretta da Corrado Abbati, la storia del can-can di Parigi è raccontata fra sontuose ambientazioni e costumi, scene di danza mozzafiato e musica travolgente. La vicenda è quella di una proprietaria di un caffè che, con grande gioia di clienti e ballerine, decide di infischiarsene del divieto di mettere in scena il ‘peccaminoso’ can-can, grazie alla sua amicizia con un disinibito giudice. Drastici cambiamenti sono però all’orizzonte allorché un giovane e intransigente giudice decide di porre fine alla scandalosa situazione, che fra esilaranti equivoci e personaggi irresistibili porterà comunque all’inevitabile lieto fine.

«Stagione di Prosa 2011/12»
20, 29 aprile Teatro Toniolo-Mestre (Ve)
Info www.culturaspettacolovenezia.it