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La commedia umana. Oltre 140 immagini raccontano lo sguardo di Elliott Erwitt
di Maria Rita Cerilli   
erwitt.jpg«Nei momenti più tristi e invernali della vita, quando una nube ti avvolge da settimane, improvvisamente la visione di qualcosa di meraviglioso può cambiare l’aspetto delle cose, il tuo stato d’animo. Il tipo di fotografia che piace a me, quella in cui viene colto l’istante, è molto simile a questo squarcio nelle nuvole. In un lampo, una foto meravigliosa sembra uscire fuori dal nulla». È questo il pensiero di Elliott Erwitt, uno dei monumenti della fotografia giornalistica mondiale, membro della storica Agenzia Magnum dal 1953, celebrato oggi negli splendidi spazi della storica Casa dei Tre Oci, ‘ormeggiata’ sull’isola della Giudecca. Oltre 140 immagini, tutte, o quasi, in bianco e nero, raccontano lo sguardo ironico e insieme partecipe con cui Erwitt ha saputo cogliere, nell’arco di una vita, gli aspetti più tragici e quelli più divertenti di un mondo che è passato di fronte al suo obiettivo; uno sguardo in cui la lezione dell’‘attimo decisivo’ si colora, spesso, di una vena umoristica.

erwitt2.jpgUn universo congelato in pose bizzarre, catturato attraverso il linguaggio dell’istantanea, i cui protagonisti sono, in prevalenza, persone comuni, uomini, donne, bambini, anziani e animali, tutti colti nel mezzo della normalità delle loro vite. Non mancano tuttavia, accantoalla semplice quotidianità, i volti celebri di un’America ormai scomparsa, da un’affranta Jacqueline Kennedy che piange ai funerali del marito a una meravigliosa Marilyn Monroe, colta all’apice del suo splendore, per arrivare ad un combattivo Che Guevara, o a Richard Nixon,fotografato durante un concitato dialogo con Nikita Kruscev nel 1959.

 

Ed ecco un’incursione nella contemporaneità, con uno scatto del presidente Obama insieme alla moglie Michelle, immortalati sullo sfondo di una selva di telefoni cellulari e fotocamere digitali tenuti alti verso di loro alla fine della campagna elettorale. Ma che si tratti di celebrità o di gente comune, Erwitt posa su tutti uno sguardo che è, al tempo stesso, tagliente e pieno di empatia, dal quale scaturisce non soltanto l’ironia del vivere quotidiano, ma anche la sua complessità. Con lo stesso atteggiamento, il fotografo concentra la sua attenzione su qualsiasi soggetto, senza alcuna differenza, e spinge all’estremo la qualità democratica che è tipica del proprio mezzo, portando in scena la commedia umana.

«Elliott Erwitt. Personal Best»
Fino al 15 luglio Casa dei Tre Oci
Info www.fondazionedivenezia.org

www.civitatrevenezia.it