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Venezia celebra i 150 anni di Klimt, nel segno della Secessione
di Roberta De Villa   

klimt.jpgGustav Klimt: il lirismo e la tecnica, la modernità e la polvere d’oro, la potenza persuasiva e accattivante di un artista innovativo e moderno. Così i suoi dipinti. Un secolo dopo la sua partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1910, il grande pittore torna in Laguna.

 

Le sale del Museo Correr accolgono, nella cornice incantevole ed elegante dell’antico palazzo, un’esposizione tra le più attese e affascinanti. La mostra veneziana è nel segno della Secessione. Vi trovano infatti posto un eccezionale ciclo di dipinti, inediti e preziosi disegni, documenti storici, mobili raffinati, incantevoli e ariosi gioielli… il mondo multiforme e variopinto della Secessione Viennese.

 

La complessa fenomenologia che riguarda il grande movimento artistico conta, tra i personaggi più rappresentativi, nomi illustri quali George Minne, Fernand Khnopff, Koloman Moser, Jan Toorop, Josef Hoffmann e, naturalmente, Gustav Klimt. Nella loro opera le arti applicate, l’architettura e la pittura si compenetrano sino a divenire un ‘tutto inscindibile’. Arte.

 

fregio.jpgKlimt si colloca al centro e ‘oltre’ la Secessione; i suoi dipinti sono essenza indiscussa di composizione ritmica e accentuato linearismo. Lo sconcertante realismo espressivo delle figure e il simbolismo quasi esoterico si coniugano con un utilizzo inedito, spensierato quasi, di materiali preziosi e colori smaltati. Le tecniche e i materiali che egli usa sono quelli delle arti applicate, ma l’ornamento non è più marginale rispetto al soggetto, ne costituisce, anzi, il fulcro imprescindibile.

 

L’elemento decorativo si fa simbolo, conduce ‘altrove’, impreziosisce e sottolinea. Soprattutto parla, comunica. Al Museo Correr si potranno ammirare alcuni masterpiece della collezione di olii su tela provenienti dal Belvedere di Vienna, quali Giuditta I (1901), che sarà così in mostra per la prima volta accanto a Giuditta II (1909). Altri capolavori esposti appartengono a illustri collezioni private e pubbliche.

 

Nello stesso periodo Ca’ Pesaro presenta i lavori di Vittorio Zecchin e di Galileo Chini, testimonianza dello straordinario legame e della profonda influenza che l’artista viennese ebbe sulla cultura figurativa italiana dell’epoca. 
Klimt: arte intramontabile e traghettatrice di emozioni e simboli.

«Gustav Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione»
Fino all’8 luglio 2012 Museo Correr
Info www.visitmuve.it