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Trip to Bristol. Sintesi elettroniche a Nordest con i Portishead
di F.D.S.   

portishead1.jpgChissà perché certe atmosfere, certe sonorità, certe fasi storiche del rock e della musica popolare si legano indissolubilmente a certe città. Gli esempi sono innumerevoli, dal Manchester Sound alla Summer of Love di San Francisco, dalla Genova dei cantautori al grunge di Seattle, dal desert rock di Tucson al country di Nashville, oppure al suono jazzato dei gruppi di Canterbury. Forse è solo un problema di posti in cui, da parte di qualche musicista illuminato e visionario, si sviluppa una intuizione che diventa una scuola e poi un flusso che va ben oltre i confini della città, travalica gli ambiti nazionali e diventa un fenomeno mondiale.

 

Alla base, e prima di ogni individualità, c’è comunque una comunità di persone che si identificano in una ‘visione del mondo’ e ne sviluppano le sintassi. A Bristol successe lo stesso quando, a metà anni ‘80, prendeva forma The Wild Bunch, il Mucchio Selvaggio, crogiuolo di rapper, dj, ballerini, writer e produttori, che si riunivano per suonare nelle cantine dei sobborghi della città.

 

portishead.jpgNella Bristol dei primi anni ‘90 si materializza un suono pulsante, lisergico, fatto di spasmi, contrazioni, improvvise liberazioni oniriche, voci dannate (Tricky) e angeliche (Beth Gibbons) che sapevano esprimere benissimo la doppia natura dei tormenti dell’anima, melanconia e depressione, dolcezza e orrore. Dentro c’è di tutto, dall’hip-hop al soul, ma anche il funk, il reggae, l’elettronica, la soundtrack music, l’acid-jazz.

 

E i Portishead furono gli alfieri del trip-hop ancor più dei Massive Attack e del folletto Tricky, forse perché seppero meglio riassumere le pulsioni nuove, e quelle antiche (blues, jazz, film music), del trip-hop rendendone una sintesi a misura d’uomo, sospesa tra amore e dolore, tra ricordo e futuro, con la voce sexy di Beth Gibbons e le invenzioni timbriche di Geoff Barrow, da sempre innamorato delle spy stories.
Il loro primo disco, Dummy del 1994, resta un grande classico a cavallo tra intuizioni melodiche e atmosfere vaporizzate, accolto con entusiasmo dalla critica e pubblico, inserito al numero 419 nella classifica di «Rolling Stone» dei 500 dischi più importanti della storia del rock.

Portishead
26 giugno Castello Scaligero-Villafranca (Vr)
Info www.eventiverona.it