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Tropic of jazz. Alla Fenice, il ritmo secondo Gil
di Redazioneweb2   

gil_marcoshermes_rid.jpgApproda a «Venezia Jazz Festival» il nuovo tour europeo di Gilberto Gil, che assieme al violoncellista Jaques Morelenbaum regala al pubblico la magia e la poetica della sua musica, nella dimensione prestigiosa e raffinata del Teatro La Fenice. Dopo Keith Jarrett, Caetano Veloso, Wynton Marsalis, Cesaria Evoria e altre leggende, «Veneto Jazz» porta dunque sul palcoscenico due tra i più grandi nomi della musica brasiliana, assieme a Bem Gil, chitarrista e figlio di Gilberto, e due elementi che rendono l’ensemble ancora più intrigante, il violinista francese Nicolas Krassik, ‘discepolo’ della grande tradizione francese dei violinisti jazz, e il percussionista Gustavo Di Dalva.

 

«Il mondo incantato della musica è fatto del miracolo di riunioni fra creatori» confessa Gil, «ho dedicato la mia vita ad incontrare artisti con i quali condividere il mio amore per la musica e un giorno ho avuto il piacere di intrecciare i miei percorsi con Jaques Morelenbaum, per creare qualcosa di magico».



gil_jorge_bispo_rid.jpgOltre 40 anni di carriera, 52 album, 12 dischi d’oro, 5 di platino, 7 Grammy e oltre 4 milioni di dischi venduti. Gilberto Gil, la leggenda della bossa nova, leader del movimento tropicalista, ambasciatore musicale e culturale del Brasile si reinventa in un concerto per strumenti a corda che, partendo da un raffinato repertorio, si unisce alle rhythm machines elettroniche. Il risultato è un movimento fluido, che incontra antico e moderno, «uno spettacolo - come ha spiegato l’artista - che conduce lo spettatore ad una sovversione onirica della nozione spazio-tempo, in un’atmosfera sognante; un’ode che diventa colonna sonora. Cerco di far vivere un bel sogno in cui tutto è collegato e le metafore musicali evocano frasi dal profondo di anima, cervello e cuore».

Nato a Salvador de Bahia nel 1942, Gil è uno dei protagonisti della vita culturale del proprio Paese, del quale è stato anche Ministro della Cultura dal 2003 al 2008. La sua notorietà segue due binari paralleli, quello musicale e quello politico.

 

Il suo nome assume una grande influenza con l’ascesa del Tropicalismo, movimento fondato insieme a Caetano Veloso, sorta di Sessantotto brasiliano che ebbe un ruolo importantissimo non solo nella musica ma anche nel teatro, nel cinema e nella letteratura. Padrino di progetti umanitari, non ha mai smesso di vedere il proprio Paese con gli occhi critici dell’impegno civile, sia come compositore che come cittadino, imponendosi come una sorta di ‘coscienza critica’ del Brasile moderno e, in particolare, della sua anima africana. In attesa di ascoltarlo a Venezia il 29 luglio, condividiamo le parole di Jaques Morelenbaum: «Gilberto Gil è stato l’emblema del percorso che io ho vissuto e sognato attraverso la musica popolare brasiliana. La ricchezza della sua lirica, la luminosità e oscillazione delle sue melodie, il suo modo unico di cantare mentre suona e fa musica generano una luce inestinguibile che è inspirazione profonda per i cuori e le menti di generazioni di artisti, brasiliani come stranieri. Ora, essendogli più vicino e dividendo con lui il palcoscenico, riempiendomi della sua energia, posso dire di aver esaudito uno dei sogni della mia vita».

«Venezia Jazz Festival»
Dal 20 luglio al 3 agosto varie sedi a Venezia
Info www.venetojazz.com