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La trama materica di Stefano Curto fa risplendere il Florian
di Carlotta Scarpa   

stefano_curto_florian.jpgInfiniti cristalli compongono la campitura spaziale, le gemme fanno da contrappunto, la luce crea il movimento. Le composizioni di Stefano Curto con la loro raffinata trama materica e l’eccezionale luminosità si svelano come emblemi di una vera e propria art de vivre. La sua minuziosa arte non consente di sostare fuori dalla composizione senza avvertire il desiderio di lasciare andare lo sguardo a seguire le preziose superfici, riflessi di una natura ricreata su cui affiora una metaforica ricchezza secondo variazioni di sensibili effetti alchemici ottenuti dall’incontro dei cristalli con le gemme.

 

Dopo la presenza al Padiglione Veneto della scorsa Biennale, l’artista torna a Venezia, questa volta allo storico Caffè Florian, da sempre luogo d’incontro d’artisti, perché proprio qui, nella Sala Senato, alla fine dell’800 Riccardo Selvatico ed i suoi amici intellettuali ebbero l’idea di creare la Prima Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. In questo spazio denso di ricordi Curto presenta The Marvellous flight of coexistence, un tappeto completamente realizzato con 120.000 cristalli e pietre che dialoga con la maschera ispirata al teatro Kabuki. Arazzi materici, come taccuini di viaggio sui cui scorrono libere interpretazioni di un cosmico vagare.


«Stefano Curto»
Fino al 22 luglio Caffé Florian, Sala delle Stagioni
Info www.caffeflorian.com