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Lost in Venice | Acqua alta
di Loris Casadei   

«acquaalta1.jpgL’acqua alta non viene portata in città da un fiume o da un torrente in piena; non si tratta di un’alluvione ma di un fenomeno naturale di avvicendamento delle maree, l’acqua arriva infatti dal mare. Questa fase di norma dura alcune ore. Una volta raggiunto il picco massimo, l’acqua inizia a defluire fino a lasciare, come unica traccia, le strade bagnate come quando piove». (da www.comune.venezia.it)

 

Il mio vago passeggiare per calli e ponti e maree non vuole assomigliare all’affannarsi motivato del pirata che, mappa in mano e ciurma alle spalle, cerca uno e uno solo spiraglio di fortuna. Le mie conversazioni si dilatano, le persone si avvicendano, e ciò che cercavo è spesso diverso da quello che trovo. Quando però ho la sensazione di incontrare chi si avventura in esperienze professionali o di vita inusuali, allora mi lascio tentare: munito anch’io di una mappa cerco un nuovo tesoro. Lo trovo nei pressi di Santa Maria Formosa, il variopinto antro di una libreria. Al timone incontro Gianni, che per ogni libro che la mia mano accarezza ha un commento puntuale e pertinente.

 
acquaalta2.jpgSono d’accordo con lui, dev’essere una specie di vezzo quello di Donna Leon di non far tradurre in italiano i suoi libri! Non ho dubbi di aver trovato ciò che stavo cercando. Mi muovo con interesse attorno ad una vera gondola traboccante di libri e, tra un commento e un ricordo, Gianni mi illumina sul perché le cortigiane del ‘500 seducessero, discinte, i passanti sul Ponte delle Tette a San Cassiano. Fu forse un’ordinanza dell’epoca a sostenere la mostra delle proprie maravegie per distogliere i veneziani da una passione eccessiva per l’omosessualità. Acquisto immediatamente il libro a cui Gianni riferisce ogni curiosità sulla città e scoprirò in seguito che le prostitute dell’epoca subirono una profonda crisi economica, sia per il disamore dei veneziani per le donne, ma soprattutto per la troppa concorrenza.
Dimostro con le mie domande un coinvolgimento sospetto a cui Gianni si ritrae come una leale spalla di un duo di comici dell’avanspettacolo. No, non sono io il titolare, si schernisce.

 

Luigi arriva alle due. È lui il titolare, è lui che devi conoscere. Dalla gondola estrae un libretto rosa intitolato Casanova, scritto dal Conte Bagagli F. Lafontain. Mi fa leggere la dedica: «Al mio amico Luigi Frizzo, l’ultimo Casanova». Naturalmente compro il libercolo e decido di tornare per conoscere Luigi, ma l’incontro con il suo commesso Gianni mi è già di grande conforto.

 

Gianni ricorda la prima volta in cui è entrato in libreria, di come, tenace, sia ritornato e restato, componente armonico e necessario al bizzarro luogo di carta che stavo visitando. Mi spingo sulla destra, circumnavigo la gondola, supero «yoga, sport, salute», rivolgo una frettolosa occhiata a «modellismo, guerra», sfoglio nostalgico «vieux livres en français», una muraglia di turiste tedesche mi impedisce di avvicinarmi a «Great Britain». Agli angoli si incontrano mosaici improbabili, tavolini disturbati da suppellettili impolverate ma soprattutto un bambino che legge un topolino d’annata e, su una piccola sporgenza che dà sull’acqua, un giovane ragazzo, rapito da un vecchio Marvel.

 

acquaalta4.jpgMalgrado le indicazioni su argomenti, case editrici, uscita di sicurezza, si vagabonda trovando solo quello che non si stava cercando. Gianni racconta che, a parte i libri nuovi, quelli usati sono l’abbandono inevitabile dei faticosi traslochi veneziani. Seguo una parete di enciclopedie per ragazzi che si apre su un cortiletto, dove una ragazza seduta su una vecchia sedia legge la prefazione di un saggio di filosofia. Davanti a lei una scala di libri mi invita a salire.


Un luogo che si allarga e restringe, la carta crea cunicoli nostalgici; volumi sottratti all’oblio e soprattutto al macero. Qualche stucchevole ideazione mi lascia perplesso sulla ‘veridicità’ dello spazio in cui mi trovo. Ma Gianni è fine conoscitore della materia, un “wikipedia hippy” che spinge i suoi avventori, non di rado stranieri, verso i meandri del suo terreno paradiso letterario, alla ricerca di quello che non pensavano di desiderare.

 

Non è un sito vintage, per passioni demodè, ma moderno vivaio di passioni sopite, ritrovate, inventate, in cui gli interessi si concretizzano, si evolvono e contaminano.
Davanti alla ragazza resta una scala di libri. Ho timore a mettere il mio piede su quei fogli delicati, salgo molto lentamente. Che tenerezza questi rilegati volumi che si addolciscono sotto il mio peso, un tempo colta presenza negli scaffali della libreria in salotto. Libri capaci di trovare nuove occupazioni, mai presuntuosi sotto la gamba di un tavolo azzoppato, o lanciati ad accoppare la zanzara molesta.

 

Non si può certo dire lo stesso dei moderni saperi, bizzosi iPad pronti a rinfacciarci ogni nostra imprecisione. Salgo e raggiungo la cima, da cui si rafforza in me la convinzione del contributo dei libri all’elevazione (in questo caso fisica) dell’uomo verso stati dell’animo prossimi alla rappacificazione, alla serenità e alla bellezza.


acquaalta3.jpgUn paesaggio delicato, un canale, un ponte, Venezia.
Viviamo e subiamo negli anni momenti dove l’acqua è alta (Acqua Alta è peraltro il nome della libreria), dove i marosi minano le nostre paludose fondamenta e trovare un approdo è importante. Forse fu così per Gianni quando per la prima volta conobbe Luigi e il suo mare di carta.
Parliamo di Viola, Petrazzoli e Lombroso. Mi racconta di come trovò per la strada una seconda edizione di una sua opera. Fosse stata la prima… ma in seguito la seconda si rivelò di maggior interesse della prima! Gli chiedo notizie di un titolo che non riesco a trovare da molto tempo. Non è qui, mi dice, ma a casa mia. Te lo porto.


I libri viaggiano, si perdono, ma qui, aiutati da salvifiche passioni, non si dimenticano. Mai.
A Greenway, il regista (Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante), piacerebbe sicuramente ricreare un’alcova dove far rivivere l’amore crudo e disperato di Georgina e il libraio Michael, magari tra i Gialli Mondadori e l’intera produzione di Corto Maltese. Sono sicuro che Gianni e Luigi non avrebbero nulla in contrario.