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In the mood for jazz. A Padova con Veneto Jazz
di Daniele Pennacchi   

rava.jpgNon facile di sicuro spiccare e affermarsi nel panorama pressoché sconfinato delle manifestazioni dedicate al jazz. Ogni rassegna trova legittimazione del proprio allestimento nell’esaltazione di una particolare sfumatura di questo genere musicale, per eccellenza vario e frutto del risultato di influenze e incroci stilistici. Per andare sul sicuro e passare indenni la burrasca che imperversa su cultura e società non resta che puntare sulla qualità: quella oggettiva, innegabile, che non conosce credo politico e mette tutti d’accordo in nome della sana bravura, del puro talento.

 

L’Associazione Culturale Miles e il contenitore Padova Suona Jazz sono rispettivamente ‘madre’ e ‘fratello’ del «Padova Jazz Festival», in programma dal 12 al 17 novembre nei padovani Hotel Plaza, Teatro Verdi e Auditorium San Gaetano, giunto alla quindicesima edizione. Alla base dell’idea concepita per allestire la manifestazione sta un must che non perde mai di validità, conseguenza diretta del genere musicale che, per sua stessa definizione, imbrigliare non si può: affiancare tra loro concerti ed eventi in rapida successione, senza farsi tentare dalla voglia di propinare al pubblico una scorpacciata musicale che badi solo alla quantità.

 

davidmurray.jpgClaudio Fasoli, primo ospite con il concerto Duology, è a Padova in carne e pagine, grazie alla presentazione del volume di Francesco Martinelli a lui dedicato, appuntamento che apre ufficialmente la rassegna il 12 all’Hotel Plaza, con un aperitivo in jazz. Da qui in poi, un botta e risposta fatto di piùconcerti al giorno in compagnia dei nomi più altisonanti del panorama europeo e non, leggasi Gretchen Parlato e il suo 4tet, il Trio di Shai Maestro, David Murray e la sua formazione, con il pianoforte di Marc Cary, il contrabbasso di Jaribu Shahid e la batteria di Hamid Drake a dar manforte al suo sax tenore.

 

Il Dino Rubino Trio accompagna l’uditorio verso Riccardo Arrighini, prima della tromba di Terence Blanchard e del pianoforte di Giovanni Guidi incaricati di preparare la platea a quello che può forse essere definito il piatto forte del jam-meeting, il concerto di Enrico Rava del 17 novembre al Teatro Verdi. Il trombettista triestino presenta al «Padova Jazz Festival» il suo Rava On The Dance Floor, tributo a Micheal Jackson che scardina ogni timido tentativo di confinare jazz e pop in compartimenti stagni usando sax, tastiere, pianoforte e basso elettrico a mo’ di grimaldello.

«15. Padova Jazz Festival»
Dal 12 al 17 novembre vari luoghi a Padova
Info www.padovajazz.com