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Non voltarti adesso. Drammi umani e divini aprono la nuova stagione dello Stabile Veneto
di Andrea Perissinotto   
leidunquecapira.jpgSfogliare il programma della stagione 2012/13 del Teatro Goldoni equivale ad assaporare una speziata variazione stilistica sui temi della modernità, legati ad un registro comunicativo snello, fresco, contundente, che si prefigge d’infondere immediatezza scenica pur mantenendo l’immensa componente poetica ed emozionale delle opere proposte. «La vita è come una scatola di cioccolatini… non sai mai quello che ti capita», diceva il buon Forrest Gump. Qui lo intuisci appena, ed è altrettanto estasiante: un susseguirsi di esperienze locali, ‘interregionali’, per usare un termine del recente passato ferroviario italiano, che restituisce l’idea di scambio e continuità di un progetto sancito tra il Goldoni ed il Teatro Stabile del Friuli.

 

A questo connubio di sperimentazioni su palcoscenici condivisi si deve Lei dunque capirà, (dal 14 al 16  novembre) scritto da un’eccellenza del panorama teatrale del Nordest, qual è Claudio Magris. Dalla penombra della scenografia, la luce fioca s’impenna in un impulso effervescente, vibrante.

 

oscuraimmensita.jpgÈ il brivido che Daniela Giovanetti ci trasmette, vestita di un monologo inedito con il quale Magris coglie e restituisce il senso profondo e universale di un mito antico. Si tratta di Orfeo e Euridice il cui amore sfiorato, perso, ritrovato ed estintosi poi fatalmente, acquisisce un’umanità nuova, contemporanea. Un trascolorare di immagini e sensazioni che, attraverso l’appassionata interpretazione della Giovanetti e la creatività di Antonio Calenda, direttore dello Stabile del Friuli Venezia Giulia e regista dello spettacolo, racconteranno – per usare le parole dell’autore – «la felicità, il vuoto, la catastrofe, la pienezza insostenibile di stare insieme».

 

Arrivo e partenza di una comunicazione zittita; un tracciato che funge da connessione asimmetrica tra proposte differenti che convergono però nella natura di sentimenti comuni. Da direttore a direttore, questa volta alla fermata Alessandro Gassmann ci si addentra nella messa in scena di Oscura Immensità, un progetto narrativo nato come romanzo e che ora trova una sua articolazione naturale come testo teatrale. Giustizia, vendetta, perdono, pena, sono i temi che scandiscono gli spazi d’ombra dentro i quali si mascherano le volubili personalità dei protagonisti, Giulio Scarpati e Claudio Casadio. Un fischio così flebile da non accorgersi dell’arrivo del convoglio o una voce suadente sulla quale gettarsi con straziante vigore. Un limbo esistenziale dove il confine tra bene e male non è perfettamente tracciato, ma è solo una sottile linea destinata a far sì che i ruoli si possano invertire, che le vittime possano diventare carnefici e i carnefici, vittime.

 

«Stagione di Prosa 2012/13»


7-11 e 14, 15, 16 novembre Teatro Goldoni


Info www.teatrostabileveneto.it