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Schiaffi di realtà. Sguardo lucido e indagatore al Toniolo tra poesia, storia e drammi di vita
di C.S.   
quelloche.jpgSi apre all’insegna dell’inquietudine e del disagio esistenziale la stagione 2012/13 del Teatro Toniolo di Mestre. Si va dal rifiuto della società del clown sognatore della Compagnia Mauri Sturno alla solitudine che pervade l’uomo, prima potente e ora in esilio, alla fine dei suoi giorni, il signor “X” uscito dalla penna di Vitaliano Trevisan, per finire con l’intrigante dualismo tra bene e male nell’ultimo lavoro da regista di Alessandro Gassmann. Dal 7 all’11 novembre Glauco Mauri e Maurizio Sturno portano davanti al pubblico mestrino Quello che prende gli schiaffi, tratto dall’opera omonima in quattro atti del drammaturgo russo Leonid Nikolayevich Andreyev e liberamente interpretato dal regista, che ha voluto, con questo adattamento, presentare una ‘favola’, in cui far rivivere il dolore pervaso di pessimismo e speranza tipico dei personaggi di Andreyev con un nuovo fervore e con tutti i colori di quel caleidoscopio che è la vita: il dramma e la farsa, le risate e le lacrime.

Dalla maschera del clown, che si sottrae alla società nascondendo le emozioni, ci si sposta ad una fin troppo lucida e disincantata valutazione della realtà e di se stessi in Una notte in Tunisia (dal 23 al 25 novembre), che l’autore Vitaliano Trevisan racconta ispirandosi a Route el Fawara, Hammamet di Bobo Craxi e Gianni Pennacchi.

 

In scena, nei panni del signor “X”, un eccezionale Alessandro Haber al massimo della propria espressività e potenza scenica, che non stride nel ruolo dell’uomo potente giunto ormai ad un’ingloriosa quanto consapevole fine, ma fa piuttosto da contraltare alla gestione salda, pietosamente asciutta della regista Andrée Ruth Shammah, che controlla i ritmi frenandoli, mettendo tutto a fuoco, in un’atmosfera onirica e grottesca che ricorda un incubo bernhardiano. Il mese di novembre si conclude con la nuova produzione del Teatro Stabile Veneto con l’Accademia Perduta Romagna Teatri, per la regia del direttore Alessandro Gassman, dal testo noir di Massimo Carlotto L’Oscura immensità della morte (28 e 29 novembre).

 

fototommasolepera42.jpgIl regista intende proseguire il percorso iniziato con Roman e il suo cucciolo, continuando a indagare con distacco inquietante le pieghe di un’umanità apparentemente – o sostanzialmente – priva di speranza. Oscura Immensità è una riflessione tragica sull’esistenza, sui rapporti tra uomini, su quegli avvenimenti che cambiano tutto per sempre. La pièce catapulta pubblico e personaggi in un limbo cupo, governato da sentimenti ancestrali che offuscano e accecano la ragione, in cui la vittima diventa carnefice e viceversa. Si è costretti a prendere posizione, a rispondere alle domande che i due personaggi, Raffaello Beggiato e Silvano Contin (Gulio Scarpati e Claudio Casadio), pongono con la forza disarmante dei destini contrapposti e ineluttabili. Non c’è scampo.

 

«Stagione di Prosa 2012/13»


7-11, 23-25, 28, 29 novembre Teatro Toniolo-Mestre (Ve)


Info www.culturaspettacolovenezia.it
 

 

:agenda teatro

    27|05|2017
  • STOMP
    Teatro Goldoni - Venezia
    "Eventi Speciali"
    Stomp Productions - Glynis Henderson Productions  in collaborazione con Terry Chegia   

  • 28|05|2017
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