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Giusta dimensione. Proiezioni locali di pensiero globale
di D.C.   

ubijazz1.jpgMai sottovalutare la forza delle convinzioni. Spesso, se non sempre, possono essere proprio le motivazioni a fare la differenza, a far spiccare il singolo, l’evento o qualsiasi elemento si stia valutando dalla piatta moltitudine di palinsesti culturali allestiti senza apparente filo logico.

 

Il Circolo Culturale 1554, nato ufficialmente nel 1998 a Salzano su iniziativa di un gruppo di amici, fa delle proprie convinzioni un punto di forza autentico, riuscendo in maniera originale a coniugare qualità e quantità nell’ambito di «Ubi Jazz», rassegna musicale comparsa nel panorama culturale del Miranese nel 2000, inizialmente solo in una versione estiva che tra giugno e luglio coinvolgeva i sette comuni del Miranese, alcuni comuni della Riviera del Brenta e dal 2007 anche il Comune di Venezia. Billy Cobham, Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Bollani e Richard Galliano sono alcuni tra i nomi più noti apparsi su palco e manifesti nel corso di questi anni contraddistinti da consensi unanimi di pubblico e critica.

 

ubijazz2.jpgIl febbraio del 2013 è figlio naturale della convinzione di potere e dovere esprimere tematiche dal respiro universale, attraverso esibizioni di protagonisti di diversa estrazione e biografia artistica, cifre stilistiche peculiari da esibire orgogliosamente, percorsi personali capaci di essere condivisi come nel caso di Storie di gente acerba, progetto in scena il 9 febbraio a Villa Farsetti di S. Maria di Sala con la voce recitate di Margherita Stevanato, le percussioni di Kiki Dellisanti e veste grafica curata da Giacomo Rigato. «Dedicato a tutti quelli che sono orgogliosi di essere immaturi», l’appuntamento si propone di risvegliare ‘fanciullini’ di pascoliana memoria, alla scoperta di emozioni nate insieme a noi e destinate ad accompagnarci per tutta la durata della nostra esistenza, senza distinzioni di sorta.

 

L’Ar-Men Guitar Orchestra, versione allargata dell’Ar-Men Trio, ci riporta a Villa Farsetti il 16, attirati da una musicalità in cui la commistione tra musica classica e improvvisazione è curata nel minimo dettaglio, in vertiginoso equilibrio tra sonora compostezza e audio-anarchia. Il pianista capitolino Antonio Faraò, acclamato dalla critica mondiale come uno dei più interessanti artisti dell’ultima generazione, e il Trio composto da Fabio Valdemarin, Beppe Calamosca e Federico Malaman sono i due ultimi appuntamenti in programma rispettivamente il 19 e 23 del mese, preceduti il 17 dal collettivo Moka Da Tre, segni particolari: genere musicale non definito e scelto in base all’uditorio, totale e deliberata assenza di prove prima delle esibizioni.

«Ubi Jazz»
9, 16, 17, 19, 23 febbraio vari luoghi in provincia di Venezia
Info www.ubijazz.it