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Pazzo essere. In scena al Goldoni tutte le sfumature dell’amicizia con Art
di Andrea Perissinotto   
cl_tomaskubinek.jpg«Il dolore ti rende egoista, perché ti assorbe completamente». Così si giustifica, in una lettera postuma, una madre al figlio in Kika - Un corpo in prestito di Pedro Almodóvar. Un sentimento a scoppio ritardato la cui detonazione flagella gli equilibri di una relazione familiare, sentimentale o di un’amicizia di lungo termine. Come nel caso di Art, in scena al Teatro Goldoni dal 15 al 17 febbraio, per la regia di Giampiero Solari. Marc, Serge e Yvan sono i protagonisti di una caleidoscopica mescolanza di forme sovrapposte, ingranaggi oliati dalla sopportazione reciproca, dal mutuo sfogo, dalla confidenza e sostenuti da equilibri precari.

 

La sofferenza di uno può essere ripartita tra tutti o lasciata soffocare dalla necessità di un cambiamento che sempre ci si aspetta giunga dall’esterno.

 

psa1299424530ps4d73a5121a44f.jpgQuando però nessuno si cimenta nello sforzo di sopperire alle mancanze altrui, in altri termini omissione di soccorso, la scorciatoia dell’edonismo diventa la voragine dell’Io e del Noi. Tra questi personaggi, interpretati da Gigio Alberti, Alessio Boni e Alessandro Haber, Serge è colui che si svincola dal compromesso dell’uguaglianza con gli altri sul piano economico, sconquassando un legame decennale e segnando la fine dell’unione di questi tre uomini. Fortunatamente «nessuno è mai solo se stesso» (grazie Mina) e quindi, nel margine ultimo, che si sgretola per lasciare spazio al burrone, a volte si trova una zolla di lucidità e succede l’impensabile.

 

Non fare del bene se non sei disposto a subirne le conseguenze, diceva un mio conoscente, fortunatamente c’è ancora qualcuno che corre il rischio: «sei un pazzo, l’ha detto il mio amico ma un amore è rimettersi in gioco e mostrare a se stesso chi sei». Non per niente l’amicizia, oltre ad una compensazione dare/avere, è intesa come forma di amore. Rischio e pazzia sono parte integrante di un altro spettacolo che propone il Teatro Goldoni e il cui titolo funge da preambolo alla rocambolesca caratterizzazione di un maestro sui generis com’è Tomáš Kubínek: Certified Lunatic and Master of the Impossible, «In parti uguali clownerie vecchio stile e deliziose idiozie alla Monty Python» recita il sottotitolo. In realtà, qualsiasi termine si usi per definirlo, o qualsiasi mezzo artistico egli utilizzi, Tomáš Kubínek riesce ogni volta a raggiungere il suo obiettivo, perché la sua dolce follia seduce incondizionatamente grandi e piccini. Un clown geniale, un poeta burlone, un matto o, come direbbe qualcuno (grazie ancora Mina) «sei un pazzo sì, però gli altri non sapranno mai le montagne che farò coi granelli che mi dai».

 

«Stagione di Prosa 2012/13»


6-10, 15, 16, 17 febbraio Teatro Goldoni


Info www.teatrostabileveneto.it

 

 

:agenda teatro

    28|05|2017
  • STOMP
    Teatro Goldoni - Venezia
    "Eventi Speciali"
    Stomp Productions - Glynis Henderson Productions  in collaborazione con Terry Chegia