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Per molti, non per tutti. Raffinati, radical, Baustelle
di Laura Spadari   

baustelle1.jpgDue anni fa ci avevano lasciato a meditare sulle dottrine mistiche dell’Occidente, facendoci già intuire quanto fossero finiti i tempi delle allegre canzonette con cui si erano fatti conoscere e lasciandoci presagire una svolta verso sonorità più adulte, ricercate e, se vogliamo, malinconiche. Oggi i Baustelle ribadiscono il concetto, con il nuovo disco uscito a gennaio e un nuovo tour che da fine febbraio tocca i principali teatri d’Italia. Fantasma è il titolo del nuovo e ambizioso progetto musicale con il quale il più raffinato trio indie-pop contemporaneo italiano, formato da Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasino, indaga le paure più profonde dell’uomo contemporaneo, i suoi incubi e le sue solitudini.

 

Il trascorrere del tempo ci costringe ad affrontare i timori più ancestrali, quelli del distacco, della perdita, della morte, della guerra: argomenti che tornano spesso nella discografia baustelliana, ma che questa volta lasciano spazio ad immagini di speranza e al potere salvifico dell’amore, come avviene in La morte (non esiste più), primo singolo dell’album.

 

baustelle2.jpgSonorità di qualità e dal forte impatto emotivo, che non disdegna incursioni nella musica, letteratura e cinematografia d’autore (caratteristica questa tipica dello stile dei Baustelle), con innumerevoli citazioni e riferimenti più o meno velati a Ennio Morricone, Gustav Mahler, Igor Stravinsky. Fantasma è un disco che è stato progettato come un film, con tanto di titoli di testa, titoli di coda ed un visual che rende omaggio alla grande tradizione italiana dei film horror: la copertina, che è anche il manifesto del tour, si ispira liberamente ad una giovanissima Nicoletta Elmi, la ragazzina dai capelli rossi protagonista di Profondo Rosso del maestro Dario Argento.

 

Suoni cupi, spettrali, intercalati da arrangiamenti maestrali ottenuti grazie alla collaborazione con la Philarmonic Orchestra di Breslava. Suggestioni rese ancora più forti se pensiamo che il disco è stato quasi interamente registrato negli imponenti spazi della fortezza Medicea di Montepulciano, città d’origine della band.
«Gli spettri abitano dimore gotiche, come succede in Edgar Allan Poe. Ma quelli che fanno più paura sono qui, a ricordare il tempo agli uomini. Gli spettri agitano coscienze storiche, fatti epocali, stragi piccole, colpe, peccati, scie di cenere. Ciò che ci fa paura siamo noi», recita il testo di Cristina, la decima traccia. Chi non teme il confronto con i peggiori fantasmi della nostra epoca potrà apprezzarli live al Gran Teatro Geox di Padova il 29 marzo.

Baustelle
29 marzo Gran Teatro Geox-Padova
Info www.zedlive.com

 
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