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Genio inquieto. Herlitzka nei panni del virtuoso di Bernhard
di Andrea Perissinotto   
img_archivio11832013114330-1.jpgEssere il migliore, in termini assoluti, è un compito arduo perché non circoscritto in un’aura atemporale, ma in continua competizione con il divenire. Un riconoscimento costante che si evince dalle mode e dalle manie passeggere e che si confronta con la storia. Rivalità con il passato da superare e con il futuro da ipotecare con i propri risultati. Qualcuno dice che il successo si misura sui fallimenti altrui. Al Teatro Goldoni va in scena Il soccombente, una delle opere più note di Thomas Bernhard, che tratta del fittizio rapporto tra il famoso pianista canadese Glenn Gould e due suoi giovani compagni di studio al Mozarteum di Salisburgo negli anni ‘50.

 

Il narratore e il suo amico Wertheimer abbandonano gli studi di pianoforte appena si rendono conto del genio superiore di Glenn Gould, quando lo sentono suonare le Variazioni Goldberg di Bach. Nessuno dei due può reggere il paragone con la sovrumana virtuosità del terzo. I due lasceranno il Mozarteum in profonda depressione, per non suonare mai più: uno dopo qualche anno commetterà suicidio e l’altro - il narratore ossessivo, mordace e autocritico all’estremo - si ritirerà nella completa oscurità.

 

ilsoccombentegabrielegelsi_ok.jpgLa difficoltà è quindi doppia e ridondante. Superarsi ed essere insuperabile, come una febbre di rabbia e impotenza. La riduzione di Ruggero Cappuccio si concentra sulla solitudine, l’illusione, l’alienazione nel lirismo di una realtà che non è più o che non è mai stata e ci offre il racconto del rapporto dei tre amici, influenzato dall’assillo verso la perfezione virtuosistica. Come contrappunto, la regia di Nadia Baldi, con la sua (apparentemente) semplice ed efficace messa in scena, riesce a dare ancora più risalto alla parola, al racconto, dando spazio alla genialità dell’interpretazione di Roberto Herlitzka. Concentrarsi nel proprio cammino, scegliendo i passi, quelli della nostra misura, che tracciano o sbiadiscono la traiettoria di una vita ma che sono i nostri, quelli che ci appartengono, ci identificano, non è compito facile.

«Il soccombente»
10, 11 aprile Teatro Goldoni
Info www.teatrostabileveneto.it