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Gimme five! Quinta edizione per l'aperitivo firmatoGuggenheim
di Fabio Marzari   
happyspritzguggenheim.jpgSi ricomincia il 6 maggio, poi il 10 giugno e il primo luglio, sono queste le date di Happyspritz@guggenheim versione 2013, edizione numero 5, uno dei momenti più attesi della stagione veneziana. Il cortile della Collezione Guggenheim diventa una piazza molto frequentata, dove le chiacchiere, gli aperitivi e le note si confondono fino a farne uno dei set più affascinanti al mondo. Non è un’iperbole, al contrario gli spazi della Guggenheim si prestano perfettamente al rito sociale per eccellenza che è l’aperitivo serale. La dimensione stessa della casa-museo impone un forte tasso di vitalità, le opere parlano, esprimono con i loro colori il soffio vitale, non si profanano se il contorno non è dato da un sacrale silenzio, ma al contrario dalle mille voci e dai suoni del dj, che non deve riempire nessuna pista, ma sottolineare la contemporaneità di uno spazio sospeso, irreale nella sua bellezza quasi perfetta. 

 

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L’idea di portare nuovo pubblico al Museo è risultata da subito vincente, riuscire a motivare gruppi di persone ad avvicinarsi a realtà prima non considerate come attrattive dal punto di vista dell’interesse, è la prima significativa vittoria. Bere uno spritz in una strada anonima di un bar di provincia non ha alcun valore estetico, si trangugia un qualcosa, ma non rimane nulla, arricchire invece lo sguardo in un contesto appagante, educa o perlomeno favorisce la comprensione di un rinnovamento estetico necessario. Potremmo discutere sulla sconfitta del pifferaio che per attrarre i topini deve giocare la carta della musica e dell’alcol, ma, cinicamente, il fine giustifica i mezzi, i bilanci della cultura sono sempre più asfittici e il museo è un’azienda, con costi da sostenere e mezzi di sostentamento da trovare. Il biglietto d’accesso al museo è di 12 euro, ridotto a 5 euro con corsia d’accesso preferenziale per i possessori di Young Pass, la membership Guggenheim per gli under 26.

 

smirney-640x420.jpgI biglietti sono acquistabili anche online su guggenheim-venice.it. Il programma musicale è a cura di Holic, ospite della prima serata è Steven Smirney, ovvero Luca Murgia, giovane e talentuoso artista sardo, che ha riportato in auge la vecchia musicassetta, memorabilia degli anni ‘80, prima che il digitale dismettesse il nastro, un supporto musicale ad alta comodità piuttosto che ad alta qualità, ma che ha aiutato in maniera determinante a diffondere la ‘portabilità’ della musica. Un omaggio, simbolico, al XX secolo, magnificamente rappresentato nei suoi Maestri assoluti dell’arte alla Guggenheim. Riempire il lunedì sera di suoni, portare studenti, e persone interessate all’arte in uno spazio particolare, agevola la comprensione del bisogno di socialità diffusa, intesa come richiamo irresistibile di un luogo fortemente attrattivo anche verso una generazione disillusa e quasi rassegnata.

 

Lo spritz è quasi un alibi per conoscere e frequentare un luogo, che altrimenti non si visiterebbe, per mancanza di abitudine al museo in genere. Non siamo educati per fruire dei beni in modo continuo, si visitano i musei quasi come una costrizione, magari in gita scolastica e poi mai più… se serve un dj e uno spritz per farci tornare più volte al Museo, allora mojito per tutti e Pollock in consolle, ora basta un iPad e due casse e il gioco è fatto, alle luci… Magritte, of course!

«Happyspritz@guggenheim»
6 maggio Collezione Peggy Guggenheim


Info www.guggenheim-venice.it