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Resist–dance. Dalle residenze del Fondamenta Nuove, nasce la giovane danza d'autore
di Laura Spadari   

per_non_svegliare_i_draghi_addormentati1-ridottaweb.jpgProprio mentre prendono il via le attività della Biennale Danza sotto la guida del nuovo direttore Virgilio Sieni, e mentre per calli, campi e campielli è tutto un turbinio di coreografi, danzatori e appassionati alla ricerca della performance perfetta, al Teatro Fondamenta Nuove, da sempre punto di riferimento per il contemporaneo a Venezia, vanno in scena gli spettacoli conclusivi delle due residenze artistiche ospitate questa primavera per «Artist in Resi/Dance».

Da anni, infatti, il Teatro Fondamenta Nuove, interessato a promuovere forme di espressione sempre innovative e originali, che siano appartenenti al nostro territorio o provenienti da diverse realtà europee, è supporter di giovani artisti che per un determinato periodo hanno la possibilità di utilizzare gli spazi e le strutture del Teatro per realizzare i propri progetti, offrendo loro concrete opportunità di crescita e di visibilità.

 

L’8 maggio è il turno di Marco D’Agostin e del suo Per non svegliare i draghi addormentati, già vincitore lo scorso anno del Premio Prospettiva Danza Teatro, progetto di promozione della giovane coreografia contemporanea italiana realizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova.

 

thetunnel3.jpgGiovanissimo, 26 anni appena, di origini trevigiane e con un invidiabile bagaglio di collaborazioni e premi internazionali alle spalle, in questo progetto D’Agostin utilizza il linguaggio del corpo per indagare come si costruisce e si definisce la propria identità, il rapporto con gli altri, il senso di appartenenza a un territorio, elaborando una riflessione sulla perdita di potere e sulle azioni che la memoria deve intraprendere per ricostruire la propria immagine. Si parte dal ricordo, un punto che risiede dietro e lontano da noi, per arrivare a costruire l’immagine di ciò che siamo o che vogliamo diventare, un’immagine ignota che spesso suscita timore e inquietudine.

 

La danza diventa luogo di sperimentazione e ricerca anche in The Tunnel della coreografa, danzatrice e performer norvegese Ingrid Berger Myhre. Anche lei giovanissima, coetanea di D’Agostin, sviluppa il suo progetto ancora intorno ai temi dell’identità e delle relazioni con gli altri. E ora il “punto che risiede dietro di noi” non è più un luogo da cui allontanarsi, ma un epicentro verso cui tornare ogni volta, per costruire con la giusta consapevolezza il proprio percorso individuale e per arrivare a comprendere le dinamiche che regolano la comunicazione più con chi e con ciò che ci circonda: «con un passo indietro conquistiamo lo spazio per muoverci in avanti».

 

tunnel.jpgQuesto viaggio che è la nostra vita è paragonato alla costruzione di un tunnel, dove il momento presente e quello retrospettivo sono egualmente importanti, specialmente nell’attimo in cui le due prospettive s’incontrano. L’artista condividerà con il pubblico il proprio lavoro durante la prova aperta, a ingresso libero, del 16 maggio. Al Fondamenta Nuove, ancora due produzioni originali, lontane da facili soluzioni commerciali, che con uno sguardo fresco sulla realtà e un linguaggio contemporaneo riescono a farci riflettere su questioni fondamentali per la nostra società, quali l’identità, l’origine, l’appartenenza.

 

«Artist in Resi/Dance»
8, 16 maggio-Teatro Fondamenta Nuove
Info www.teatrofondamentanuove.it