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Scambi di identità. L’evoluzione di Monteverdi
di Daniele Pennacchi   

orchestra_lorenzo_da_ponte.jpgEra il 19 agosto del 1613 quando Claudio Monteverdi giungeva a Venezia per diventare maestro di cappella della Basilica di San Marco, pronto a raccogliere l’eredità di Giulio Cesare Martinengo, illustre rappresentante della scuola sinfonica veneziana scomparso pochi giorni prima. Il compositore cremonese arrivava nella città lagunare con un bagaglio di vicende biografiche e artistiche di sicuro non comune a un 46enne dell’epoca: una prima raccolta vocale, Sacrae Cantinculae, pubblicata ad appena 15 anni, fin dalla giovane età impegnato alla corte di Mantova, accompagnando il duca Vincenzo I Gonzaga in viaggi che gli permisero di entrare in contatto con la musica di stile francese.

 

È a lui che si deve la composizione de L’Orfeo, tra le prime opere teatrali in cui fosse sviluppabile una parte drammatica e considerata autentico capolavoro della storia del melodramma, grazie all’uso delle più versatili tecniche artistiche musicali, come ad esempio la polifonia e la grande libertà d’improvvisazione concessa ai musicisti, tratto stilistico ‘responsabile’ della magica suggestione che rendeva ogni singola recita diversa dall’altra, unica e irripetibile.

 

basilicafrari_esterno.jpgL’Associazione Venice Monteverdi Academy, a 400 anni di distanza dall’arrivo di Claudio Monteverdi in laguna, decide di celebrare l’arte e le riflessioni espressive del musicista con quattro diverse esibizioni di solisti o ensemble animati da rispetto e ammirazione, impegnati a comprendere la portata delle dinamiche innescate dall’artista nella storia della musica occidentale. La Basilica dei Frari, dove Monteverdi è sepolto, si affianca alla Scuola Grande di San Rocco come sede rappresentativa dell’omaggio che la città gli tributa a partire dal 2 giugno, con l’esibizione dell’organista Silva Manfré e della soprano Annelies Oberschmied. Musiche di Cavazzoni, Respighi, Bach e ovviamente del nostro formano il repertorio di Sub pallium tuum, titolo scelto per una serata a contatto stretto con la poetica di un artista che si rifaceva agli ideali alti del ‘fare musica’ e prima ancora dell’ ‘essere musica’, come il titolo del Festival (citazione del prologo de L’Orfeo) prontamente suggerisce.

 

E se il 7 ci si sposta alla Scuola Grande di San Rocco per un omaggio monteverdiano sulle note dei Quartetti per archi n. 1, 2, 3 di Malipiero con il Thomas Christian Ensemble, il giorno successivo già si ritorna ai Frari per assistere a Verum, Bonum, Pulchrum assieme all’Orchestra da Camera Lorenzo Da Ponte diretta da Roberto Zarpellon, per l’occasione coadiuvata dalla soprano Patrizia Cigna e dall’oboe di Arrigo Pietrobon, prima dall’appuntamento conclusivo previsto per il 16 con Raffaele Vrenna all’organo e Francesco Pinamonti alla direzione.

«…io la Musica son!»
2, 7, 8, 16 giugno luoghi vari a Venezia
Info www.venicemonteverdiacademy.com