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Fare epoca. Il fascino discreto della tradizione
di Andrea Oddone Martin   

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Anno di celebrazioni, questo 2013. Anche il Festival Lirico dell’Arena di Verona festeggia i primi cento anni e, per scaramantica costumanza, se ne augura altrettanti. In fortunata concomitanza con il bicentenario del sommo Giuseppe Verdi, nella capitale storica degli allestimenti verdiani la ricorrenza incrementa in maniera esponenziale.

 

Sei titoli d’opera, due serate di gala, ma l’evento centrale è l’esecuzione della Messa da Requiem di Verdi con le due orchestre dell’Arena di Verona e della Fenice di Venezia eccezionalmente aggregate per l’occasione. La Messa sarà diretta da Myung-Whun Chung e i solisti saranno Hui He (soprano), Fabio Sartori (tenore), Daniela Barcellona (mezzosoprano) e Vitalij Kowaljow (basso). Quasi unica ‘incursione’ d’oltre confine il Roméo et Juliette di Gounod, previsto per il 31 agosto e diretto da Marko Letonja per la regia di Francesco Michieli, con recita preceduta da ben cinque allestimenti verdiani: Aida, Nabucco, La Traviata, Il Trovatore e Rigoletto.

 

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Ha aperto le danze il 14 giugno l’Aida, nell’allestimento concepito dal celebre gruppo catalano Fura dels Baus e diretta da Omer Meir Wellber. Interprete di palcoscenico al momento tra i più apprezzati, il gruppo della Fura dels Baus ha nel proprio carattere espressivo la spettacolarizzazione tecnologica, il ricorso a numerosissime comparse, la circense prestanza atletica delle scene. Il risultato è sempre di grande effetto, una magniloquenza spettacolare che si attaglia particolarmente alla magnificenza operata spesso nelle mise en scène scaligere (fra tutti ricordiamo Franco Zeffirelli, suo peraltro Il Trovatore di quest’anno). La ‘visionarietà’, il temperamento cinematografico della Fura dels Baus permettono il complemento di un ‘secondo prologo’ di circa quindici minuti durante il quale viene inscenata, avvolta dal sibilo costante del famoso scirocco desertico, una spedizione esplorativa europea che, durante gli scavi, si imbatte inaspettatamente in una scultura (enorme, naturalmente).

 

Lo stacco spazio-temporale di questo “provvidenziale insert d’autore” concede l’astrazione necessaria all’immedesimazione, seguito dall’attacco del prologo della partitura verdiana. Ogni epoca ha le sue priorità. Da segnalare, il Gala Verdi previsto per il 17 luglio. Dedicata interamente al “Cigno di Busseto”, la serata vede l’alternarsi sul podio di Andrea Battistoni, Riccardo Frizza e Giuliano Carella a dirigere, in vari estratti dalle opere, artisti prestigiosi cari al pubblico come Leo Nucci assieme a Vittorio Grigolo nel Rigoletto, Aleksandra Kurzak e Francesco Meli ne La Traviata.

«Festival del Centenario»
Programmazione di luglio e agosto-Arena di Verona
Info www.arena.it