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L’Italia in vacanza
di Fabio Marzari   

ragazza_valigia.jpgEstate 2013, tempo di crisi, nerissima. Fiaccati da mille problemi e da un gigantesco punto di domanda che grava sulle nostre vite ci accingiamo a sopravvivere ai mesi più roventi dell’anno, sperando passino senza troppa arsura e soprattutto auspicando in autunno di avere ancora un lavoro da difendere. Con questo ‘spirito allegro’ pianificheremo di raggiungere qualche destinazione possibile per una mini vacanza, che nel caso dei più fortunati durerà tre settimane, mentre per la maggioranza già potersi permettere un long weekend sarà un successo.

 

Ma poi chi l’ha detto che solo stando fuori casa ci si può godere veramente una vacanza? Si potrebbe aggiungere, per la serie al peggio non vi è mia fine, e se la casa fosse in fase di sfratto per morosità, oppure fosse in atto un contenzioso con la banca per le rate del muto non pagate? In questi casi forse è meglio contemplare lo scoppio di una pandemia per regolare il numero dei terrestri viventi, negli altri casi di normalità apparente, giusto per sdrammatizzare un po’, verrebbe da parlare dell’importanza del bagaglio nelle regole di condotta degli umani.

 

valigie3.jpgLe categorie dei viaggiatori si distinguono in alcune fattispecie tipiche e in una miriade di sottospecie. Partiamo dall’homo lowcostianus, conosce a memoria le misure e il peso dei bagagli ammessi a bordo di quei terribili voli cheap e pensa di essere più furbo delle ferree regole naziste adottate da queste linee aeree, riempendo all’inverosimile ogni pertugio degli indumenti che indossa con telefoni, tablet, occhiali e ogni sorta di ammennicolo, se perde la giacca è finito e  anche se ne semina parte del contenuto tra check in e metal detector rischia di perdere il volo; l’homo bovolus, invece, come una lumachina diligente porta con sé una quantità di bagaglio tale da coprire anche il cambio di stagione e soprattutto si stupisce se l’addetto al check in nel sollevare la valigia per metterla nel nastro compie uno sforzo sovrumano direttamente proporzionale al sovrapprezzo per extra peso che dovrà applicare tra urla scomposte e proteste inutili del viaggiatore xxl; l’homo hegelianus, al motto di «tanto non mi serve nulla in vacanza» reca una valigia minuscola e tutta combinata alla perfezione, una sintesi ideale tra le reali necessità e l’incoscienza, potrebbe infatti andare con i sandali da frate in Nepal, giusto per dimostrare a se stesso e agli altri che lui sa viaggiare leggero e senza orpelli; l’homo vanus o vain lo si nota dalle valigie, tutte griffatissime e coordinate, stile calciatore, pare il cugino di Paris Hilton, indossa ciabatte Dolce&Gabbana di ordinanza, magari è in partenza per un all inclusive a Palma di Maiorca, last last second in un hotel con 600 camere, di solito affollate da anziani turisti tedeschi o inglesi; l’homo ridiculus o ansiosus, parte per il mare come se dovesse andare a colonizzare un pianeta lontano, presentandosi al check in ore prima dell’apertura dello stesso con le valigie bene ordinate sul carrello per grandezza e peso, assolutamente entro le regole previste, di solito è accompagnato da consorte che per rassegnazione mastica nervosamente gomma americana in continuazione.

 

Sembrano delle iperboli, ma basta fare una normale fila in qualsiasi aeroporto in estate e il campionario umano è sempre immutabile, chissà cosa vedranno i poveri addetti all’accoglienza dei passeggeri in questa estate 2013? Forse ci sarà una categoria in più,  come da qualche anno capita; un tempo usufruivano di passaggi gratuiti in voli di stato, si trovano soprattutto dalle parti di Linate, poco vestite, molto giovani, super griffate e tutte in partenza per Olbia... chissà come mai!