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Fonti d’ispirazione. Imprevedibile, tradizionale, Galuppi
di Davide Carbone   

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Nato a Burano nel 1706, Baldassare Galuppi difficilmente sarebbe stato in grado di immaginare i tratti programmatici di una manifestazione interamente dedicata a lui. Questo, di sicuro, non per mancanza di fiducia nei propri mezzi, pensiero che lo sfiorò solamente dopo le critiche successive alla messa in musica di un’opera buffa a Chioggia all’inizio della carriera, ma piuttosto per l’impossibilità di prevedere o almeno ipotizzare i campi tematici affrontati in ogni singola edizione del «Festival Galuppi», arrivato quest’anno alla 29. edizione grazie alla dedizione e alla costanza dell’Associazione intitolata al compositore lagunare.

 

Laguna in cui il nostro stava immerso non solo geograficamente, ma anche stilisticamente, grazie all’incontro felice con i favori del pubblico e con Benedetto Marcello, vera e propria istituzione veneziana che fece entrare il giovane artista nella scuola di Antonio Lotti, permettendogli di studiare approfonditamente il contrappunto. Circondata dall’acqua, Burano sembra offrire all’Associazione Galuppi l’ennesimo spunto di riflessione e ispirazione, suggerendo una rassegna capace di imitare l’elemento liquido e adattarsi al contenitore che di volta in volta la ospita, materiale capace di raggiungere gli angoli più remoti e nascosti, mettendo la propria potenza al servizio dell’artista coinvolto.

 

silvio_celeghin.jpgCambiano i tempi, cambiano i luoghi. La manifestazione non perde in alcun modo la propria vocazione itinerante, anzi la esalta attraverso progetti concepiti ad hoc per il luogo scelto ad ospitare l’esibizione. È il caso, per esempio, del concerto del 22 settembre della Banda Musicale Mezzocorona, compreso nel progetto Venezia Segreta: I Giardini e occasione per ascoltare musiche di Schubert, Strauss e altri nei raffinati spazi dell’Hotel Bauer Palladio sull’isola della Giudecca, con vista impareggiabile su Palazzo Ducale e campanile di San Marco.

 

Silvio Celeghin è di scena il 7, organista che, nell’anno che festeggia il centenario dell’organo Mascioni, porta nella Chiesa di San Martino Vescovo un ideale batti e ribatti tra Galuppi e Vivaldi, con le Otto sonate per tastiera del primo, il Concerto in re maggiore op. III n. 9 Allegro, Larghetto, Allegro e quello in do minore RV766 Adagio, Allegro in trio, Allegro del secondo. Una settimana dopo, cambio di registro, location e interpreti, il cortile del Conservatorio di Venezia intitolato a Benedetto Marcello affronta il Rinascimento italiano con La Battaglia, viaggio allegorico tra musiche e danze del Rinascimento. Il concerto del 29 alla Fenice, tutto dedicato a Wagner e Verdi, accompagna la rassegna verso un ottobre grondante di sorprese e nuovi progetti, come la sezione Musica dall’alto, esito assieme sorprendente e logico di una indagine musicale che il buon Baldassare difficilmente avrebbe potuto immaginare...

«Festival Galuppi 2013»
7, 14, 22, 28 settembre vari luoghi a Venezia
Info www.festivalgaluppi.it