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Home arrow CLASSICAL arrow In corso d’Opera. Fenice, vetrina metropolitana
In corso d’Opera. Fenice, vetrina metropolitana
di Martina Buran   

traviata_4.jpgIl mese di febbraio al Teatro La Fenice si apre con l’ultima recita dell’opera seria in due atti La clemenza di Tito di Wolfgang Amadeus Mozart, fatica del genio salisburghese musicata su libretto di Caterino Mazzolà, a sua volta basato su un melodramma del 1734 di Pietro Metastasio. L’opera, scritta per l’incoronazione di Leopoldo II d’Asburgo a re di Boemia (in diciotto giorni, secondo le testimonianze dell’epoca), ebbe un’accoglienza piuttosto fredda da parte del pubblico, ma le numerose trascrizioni di inizio Ottocento sono testimoni di un interesse che invece fu costante. L’opera da metà del XIX secolo cadde pian piano nell’oblio, che coprì molta della produzione seria del Settecento, per poi ridestare, giustamente, un certo interesse in epoca contemporanea.

 

Lo spettacolo, protagonista nel teatro veneziano sotto la sapiente direzione di Ottavio Dantone, è quello del Teatro Real di Madrid, che riprende l’allestimento dei coniugi Ursel e Karl-Ernst Herrmann.

 

Seppur inaugurata nel 1982 al Teatro La Monnaie di Bruxelles, tale messa in scena non ha perso né valore né bellezza nell’atemporalità che emana, nell’estetica algida, nell’uso dei colori e dei dettagli che è rimasto invariato.

 

giovannibattistarigon.jpgSempre in febbraio, sul palcoscenico del teatro in Campo San Fantin, l’occasione di assistere all’ormai collaudato e apprezzato allestimento de La Traviata di Robert Carsen e Patrick Kinmonth che inaugurò nel novembre 2004 la prima Stagione lirica della Fenice ricostruita: un allestimento che è già diventato un classico del repertorio del teatro veneziano e un appuntamento fisso per gli amanti del belcanto. Robert Carsen ne firma la regia, Patrick Kinmonth le scene e i costumi, Philippe Giraudeau la coreografia, lo stesso Carsen e Peter Van Praet le luci. L’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice saranno diretti da Diego Matheuz.

 

Nell’allestimento di Carsen il denaro rappresenta la forza distruttrice e immorale che compra i corpi e corrompe le anime. Banconote a profusione sono ostentate ossessivamente dall’inizio alla fine; passano tra le mani di tutti, invadono i tavoli da gioco, cadono addirittura dall’alto come foglie morte nel secondo atto. In una società dove tutto è governato dal denaro, solo Violetta ha il coraggio di vivere fino in fondo un amore vero, e per amore si sacrifica pagando tuttavia il prezzo più alto.

 

Negli stessi giorni, ma al Teatro Malibran, assistiamo alla messa in scena de Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, melodramma buffo in due atti su libretto di Cesare Sterbini tratto dall’omonima commedia di Beaumarchais, riproposto nel fortunato allestimento di Bepi Morassi (regia), Lauro Crisman (scene e costumi) e Vilmo Furian (luci), presentato sempre al Teatro Malibran nel 2003 e ripreso alla Fenice nel 2008, nel 2010 e nel 2012. L’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice sono diretti per le nove recite tra febbraio e marzo da Giovanni Battista Rigon. L’opera, che costituisce nell’immaginario collettivo il fondamento della fama di Rossini, è certamente un capolavoro ineguagliato, perfetto ingranaggio in cui musica e teatro quasi si fondono. Una ricetta, questa, che unitamente a una buona dose di umorismo ancor oggi incisivo assicura il successo di ogni rappresentazione.

«Stagione lirica e sinfonica 2013-14»
Programmazione di febbraio Gran Teatro La Fenice e Teatro Malibran
Info www.teatrolafenice.it