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Home arrow CLASSICAL arrow Il cinema è donna. Una Salomè di sguardo e ascolto
Il cinema è donna. Una Salomè di sguardo e ascolto
di Mauro Masiero   

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Il 7 marzo a Palazzo Franchetti, sede dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, avrà luogo la proiezione di Salomè, film del 1923 di Charles Bryant. L'evento nasce da un'idea di Roberta Reeder, direttrice artistica dell'Associazione Musica Venezia ed è curato da Carlo Montanaro, presidente dell'associazione italiana per le ricerche di storia del cinema, nell'ambito delle celebrazioni per il Mese della Donna. La proiezione verrà accompagnata al pianoforte da Rossella Spinosa, con musiche da lei composte per l'occasione.

 

Il film è un dichiarato omaggio all'omonima pièce di Oscar Wilde e alle celebri illustrazioni che ne fece Oudrey Beardsley, rese vive e animate dall'opera di due artiste quale Alla Nazimova e Natacha Rembova. Alla Nazimova, russa naturalizzata statunitense, non è solo la protagonista del film, ma ne è anche la produttrice: si tratta infatti di una pellicola indipendente, estranea allo strapotere delle majors.

 

La grande libertà assicurata dalla Nazimova Productions consentì una notevole possibilità di sperimentazione: innovativi e raffinatissimi, infatti, sono i costumi e le scenografie di Natacha Rembova – curatrice d'immagine e seconda moglie di Rodolfo Valentino – basati sulle illustrazioni di Beardsley; Rembova fu un'artista e una donna di cultura a tutto tondo, ballerina e attrice a sua volta, oltre che antiquaria ed egittologa. Innovativa e, per l'epoca, motivo di scandalo e d'insuccesso nelle sale, fu anche la scelta di rendere visibilità e omaggio alla comunità omosessuale alla moda che entrambe le artiste frequentavano.

 

allanazimova.jpgLe musiche verranno eseguite dalla stessa autrice, la pianista e compositrice Rossella Spinosa e si tratta di una prima assoluta, con musiche commissionate da Roberta Reeder appositamente per l'occasione. La compositrice ha lavorato attentamente sull'immagine e sulla sua forza narrativa per creare un testo musicale che si accostasse alle scenografie e alle singole scene, piuttosto che formare un continuum stilistico monolitico. Spinosa si è necessariamente confrontata con la musica del passato richiamandone le tecniche non esitando, nei momenti più tesi e concitati della pellicola, a riprendere il cromatismo di memoria straussiana (impossibile non fare riferimento alla Salomè di Richard Strauss del 1906).

 

In altri momenti del film invece, la compositrice ha voluto ritrovare le sonorità eteree e rarefatte dei compositori francesi coevi, abbandonando il cromatismo in favore di passaggi modali o puramente tonali. Il riferimento alla musica modale di compositori come Fauré, Debussy e Ravel si adatta particolarmente allo stile delle scenografie e dei costumi di Rembova e alla poliedricità espressiva di Nazimova, oltre che al senso sotteso del film: la musica modale da un lato rifiuta il rigore della tonalità e cerca rifugio in un'estetica musicale arcaicizzante, dall'altro crea nuovi, sorprendenti rapporti tra i suoni, nuove atmosfere e nuovi affetti.

Salomè
7 marzo Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti
Info www.musicavenezia.org