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Rossini a Venezia. Bellezza in musica con l'Associazione Musica Venezia
di Mauro Masiero   

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Martedì 15 Aprile alle ore 21, nella chiesa veneziana di San Salvador, spazio ad un'esecuzione dello Stabat Mater di Rossini organizzata dall'Associazione Musica Venezia presieduta da Roberta Reeder, con Marco Paladin a dirigere l'Ensemble Musica Venezia, con i cori Coenobium Vocale ed Ensemble La Rose.

Il nome di Gioacchino Rossini è principalmente associato all'opera: scrisse una cinquantina di lavori teatrali prima di ritirarsi, poco più che trentenne e all'apice del suo successo, a Passy, presso Parigi, dove si congedò dal mondo dell'opera con il Guglielmo Tell.

 

Il ritiro dalle scene del musicista più celebre d'Europa resta un mistero per gli storici della musica; sicuramente tra le cause che lo spinsero a ritirarsi dalla vita mondana si può annoverare la sua pressoché totale estraneità all'estetica romantica: egli è indissolubilmente legato all'opera del secondo Settecento, nonostante si trovi a vivere nel pieno della temperie romantica che vedrà trionfare le opere di Bellini e Donizetti. Nel suo ritiro parigino Rossini si dedica, oltre che alla buona cucina, alla composizione scrivendo delle raccolte di pezzi pianistici, i Péchés de Vieillesse (peccati di vecchiaia) e alcuni singolari lavori sacri, tra cui lo Stabat Mater e la straordinaria Petite Messe Solennelle.

 

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Il rapporto di Rossini con la musica sacra è problematico: era decisamente reticente riguardo alla pubblicazione e all'esecuzione del suo Stabat Mater, nato per altro in circostanze affatto fortuite e travagliate: si trattava infatti di una commissione dei primi anni '30 del cardinale spagnolo Varela, desideroso di possedere un manoscritto di Rossini. Ulteriore elemento di ritrosia nei confronti di questo lavoro, era un certo sentimento d'inadeguatezza e imbarazzo nei confronti dello Stabat Mater di Pergolesi, forse la più celebre versione musicale della sequenza liturgica, opera di struggente, inarrivabile bellezza. Rossini inizialmente getta la spugna: la composizione viene ceduta all'amico Tadolini, che lo completa di suo pugno e lo fa eseguire a Madrid nel 1833. Alla morte del cardinale, un editore entra in possesso della copia, ma il compositore non gli concede alcun diritto. A questo punto Rossini ritorna in possesso del manoscritto, lo completa e, finalmente, decide di darlo alle stampe e di eseguirlo a Parigi il 7 gennaio 1842.

 

La prima italiana si tenne il 3 marzo dello stesso anno a Bologna, con la direzione di Gaetano Donizetti. Il pubblico italiano gli decretò un successo immediato ed entusiasta che continua ininterrottamente fino ai giorni nostri: si considera tra i migliori lavori tardi del maestro pesarese, regolarmente eseguito in contesti sacri e non.

 

La sequenza del XIII secolo, attribuita a Jacopone da Todi, ispirò una enorme quantità di musicisti in ogni epoca, grazie al suo testo immaginifico e mistico, ma anche profondamente umano: Maria è lacerata da un dilemma insolvibile: è madre costretta ad assistere al figlio che subisce il più truce dei supplizi, ma questi è il figlio di Dio, che deve passare attraverso quel dolore estremo per redimere l'umanità, quindi prega e si rimette al giudizio divino.

Stabat Mater
15 aprile 2014 Chiesa di San Salvador
Info www.musicavenezia.org