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Canestrelli fritti alla fermata del bus
di Fabio Marzari   
img_1334.jpgTra le numerosissime sfaccettature che Venezia sa offrire, specie nella stagione di mezzo, prima che l’afa renda meno appetibili le escursioni in Laguna, una delle destinazioni capaci di folgorare chi ci arrivi per la prima volta, o in grado di convincere chi già c’è stato a tornarci, è Pellestrina. L’isola, poco più che una lingua di terra tra l’Adriatico e la Laguna Sud, si spinge quasi fino a Chioggia. Un mondo a parte, un’isola a prosecuzione di un’altra isola, il Lido, dove il tempo scorre in maniera differente, e dove si respira ancora un’aria di autenticità non troppo compromessa dalle orde turistiche che solcano la apparentemente vicina Venezia.

 

L’isola è un concentrato di storia e tradizione, e nell’unica stretta strada che la attraversa passano automobili e autobus, segno di contemporaneità, ma è ben presente il senso di fiero isolamento che accomuna tutti gli isolani, orgogliosi dei loro microcosmi, poco aperti alle contaminazioni esterne.

 

img_0534.jpgVerrebbe da definire Pellestrina un’isola elevata al cubo, dove Venezia, isola di isole, è il primo numeratore, il Lido, isola di Venezia, l’elevazione alla potenza e Pellestrina, isola di isola di isole è la partizione esponenziale di come si possa vivere stretti, fisicamente tra un pelago procelloso, specie nei lunghi inverni, ed una più placida Laguna. Il modo migliore per gustare, in tutti i sensi, i sapori dell’isola è quello di sedersi nella scenografica terrazza del ristorante Da Celeste e godere a pieno con gli occhi e con il palato, quanto la semplicità può riservare in termini di sorprese gastronomiche. Seduti con lo sguardo rivolto alle palafitte da pesca, in un paesaggio che cinematograficamente si sovrappone alla pellicola Io sono Li, lasciandosi andare ai piaceri di prodotti sinceri, dove il Km0 è la regola, si scoprono antiche saggezze gastronomiche, a partire dai bussolà, delle ellissi di pane biscottato di sublime bontà, cui è impossibile resistere dal mangiare in maniera ossessiva, come se non vi fosse un domani.

 

piatto.jpgLa polenta con i gamberetti di laguna, le cozze, le vongole, i canestrelli o le cappe lunghe, piuttosto che il baccalà mantecato, preparato fresco, rappresentano un antipasto perfetto. Farsi consigliare sulle specialità del giorno è il minimo che si possa fare, approfittando della competenza e gentilezza dei camerieri, che hanno grande consuetudine con la clientela e offrono un servizio di livello, senza mai cadere nella finta tipicità isolana o peggio nel servizio rustico-intollerabile, purtroppo diffuso e non troppo deprecato dalle folle dei frequentatori di agriturismi, osterie e dintorni. Il saor, sia quello classico, fatto con le sarde, che quello più ‘gentile’, con gli scampi, è irresistibile e non si corre il rischio della cipolla che torna a fare visita dopo ore dall’essere stata ingerita...

 

La frittura è degna di nota, e anche il fine pasto, col tiramisù fatto in casa e i biscotti tipici della Laguna veneziana, rappresentano delle note più che soddisfacenti per il palato. Anche la carta dei vini non delude, la scelta non è ampia, ma valida. Non ci si aspetti prezzi da mensa popolare, la qualità costa, ma davvero nessuna esagerazione nel conto finale. Il piacere delle peregrinazioni lagunari e di un pranzo degno di nota può solo trovare una giusta ‘espiazione’ in una gradevole pedalata, per smaltire se non le calorie, almeno la coscienza, con una sosta raccomandata ai Murazzi, per rimirare con un sol sguardo le acque del mare e quelle della Laguna, privilegio concesso dalla natura, e accessibile pure col bus... anche questa è una Venezia incredibile.

 

Ristorante da Celeste
Via Vianelli 625/b, Pellestrina (Ve)
Info tel. 041-967355 - www.daceleste.it