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Lode al Bardo. A Venezia, Shakespeare attraversa le culture
di Mauro Masiero   

trnka012.jpgPer celebrare i 450 anni dalla nascita di William Shakespeare, l'Associazione Musica Venezia diretta da Roberta Reeder propone alla città di Venezia tre eventi a ingresso libero del tutto eterogenei nel cortile del Telecom Italia Future Centre, nei pressi di Rialto. La proiezione di un film d'animazione, un concerto jazz e uno di musica del tempo di Shakespeare, rispettivamente il 23, 28 e 29 giugno. Lo spazio è quello del limpido chiostro rinascimentale dell'ex convento di San Salvador, spazio armonico e silente nel cuore più vivido e brulicante del centro storico veneziano.

 

Lunedì 23 alle 21 è proiettato un raro film d'animazione ceco del 1959, Sogno di una Notte d'Estate di Jirí Trnka, in lingua originale sottotitolato in italiano, in collaborazione con il Consolato della Repubblica Ceca a Venezia e con l'Archivio Carlo Montanaro. Si tratta di una rivisitazione della commedia shakespeariana realizzata con la tecnica del passo uno (stop-motion), animando pupazzi realizzati dallo stesso Trnka, che aveva appreso l'arte dalla nonna.

 

shakespeare.jpgSabato 28 alle ore 16 è ancora di scena A Midsummer Night's Dream, questa volta reinterpretato in versione jazz da Gerardo Balestrieri e la sua band, bravi a improvvisare sui numerosi brani composti da diversi autori sui versi del Bardo e sulle celebri musiche di scena di F. Mendelssohn per Ein Sommernachtstraum.

Domenica 29 alle ore 16 spazio ad un concerto di musica che Shakespeare effettivamente poteva aver ascoltato: un ensemble formato da contralto (G. Bragadin), tenore (A. Allegrezza) tiorba (P.P. Ciurlia), flauto e viola da gamba (L. Secca), sarà impegnato in musiche di compositori contemporanei al Bardo, come J. Dowland, Th. Morley e altri, intervallati da brani e sonetti interpretati dall'attore M. Lanigan.

 

Nel periodo Elisabettiano si assiste anche in Inghilterra all'affermazione della monodia accompagnata, la quale incontra una grandiosa tradizione teatrale e una lingua estremamente ritmica e duttile (l'inglese era ancora in piena trasformazione). Ne risultano composizioni dotate di grazia e delicatezza, ma che al contempo sanno essere vigorose e incisive.