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Degna di nota. A Venezia, lo spirito in musica
di Alberto Massarotto   

fenice.jpgUn’estate coloratissima quella del Teatro la Fenice, che per un mese e mezzo racchiude in una fitta programmazione Lo spirito della musica di Venezia. Da storico crocevia commerciale, la città lagunare offre i propri spazi per stimolare un incrocio tra discipline, stili e linguaggi tutti gravitanti attorno alla musica. Ad aprire il festival, Rake’s Progress di Stravinskij rappresentato per la prima volta proprio a Venezia nel 1951, ora in un nuovo allestimento in coproduzione con l’Opera di Lipsia per la regia di Damiano Michieletto con protagonisti Carmela Remigio e Juan Francisco Gatell.

 

Sempre all’interno della sezione Opera, il Museo di Ca’ Pesaro accoglie L’Eritrea di Francesco Cavalli, tenuta a battesimo nel gennaio 1652 al Teatro Sant’Aponal di Venezia, ora in prima esecuzione in tempi moderni.

 

Il progetto segna la collaborazione tra il Teatro la Fenice e il Venetian Centre for Baroque Music il cui direttore, Olivier Lexa, ne firma la regia per la conduzione musicale di Stefano Montanari, che sarà poi protagonista di due importanti appuntamenti con l’Orchestra Barocca del Festival all’interno delle più belle chiese della città. Il Teatro di Campo S. Fantin accoglie due incontri sinfonici tenuti da Diego Matheuz e John Axelrod.

 

basilica.jpgL’affinità con la Francia si intensifica con l’anteprima mondiale della pièce teatrale di Bernard-Henri Lévy Hôtel Europe, monologo sull’Europa dedicato alla città di Sarajevo. Sul profilo musicale il binomio Francia-Italia si concretizza invece attraverso l’esibizione di importanti ensemble musicali che vedono in prima linea Uto Ughi e i vincitori del Premio Venezia per uno sguardo al grande repertorio francese.Agli affondi vivaldiani si contrappongono ben 40 prime assolute di compositori veneziani e francesi, appositamente commissionate dalla Fondazione Teatro La Fenice. Un percorso che non esclude un sostanziale approfondimento nel repertorio del Novecento storico con le sinfonie di Malipiero e i concerti dell’Ex Novo Ensemble, quello dei solisti del Laboratorio Novamusica o la serie dedicata alle partiture custodite negli archivi della Fondazione Cini.

 

Del tutto trasversale il segno che la danza lascia sul volto del festival con la terza edizione del Gala internazionale in cui si esibiscono i migliori giovani danzatori diplomati presso le principali accademie internazionali, con il free style dell’hip-hop francese dei Pockemon Crew, oppure con la No Gravity Dance Company che si ispira alla Divina Commedia per uno spettacolo che unisce danza, acrobatica, mimica, musica ed effetti speciali. Un intreccio della danza alle Arti Visive si propone con l’incontro del coreografo tedesco Patrick Eberts e l’artista Isaac Julien, in una prima mondiale in collaborazione con la Fondazione Bevilacqua La Masa e interpretata dai danzatori del Bundesjugendballett di Amburgo.

 

Ben due prime italiane della stessa compagnia sono coadiuvate dalla supervisione di John Neumeier con il giovane coreografo italiano Sasha Riva. A raccoglierne il gesto un convegno internazionale di studi dedicato a Salvatore Viganò e tenuto alle sale Apollinee della Fenice in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari e l’Accademia Nazionale di Danza di Roma.

«Lo spirito della musica di Venezia»
Fino al 12 agosto 2014 vari luoghi a Venezia e Mestre
Info www.teatrolafenice.it