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REDENTORE 2014 | Full Color. Tutte le tinte della festa!
di Alessandra Morgagni   

processione_heinz.jpgTutti ricordiamo la Festa del Redentore, la terza domenica di luglio, per il Bacino di San Marco che pullula di barche di ogni forma e misura, i fuochi artificiali e la processione della domenica lungo il ponte votivo, costruito davanti alla Basilica del Redentore alla Giudecca. Vale la pena ricordare però che la celebrazione del Redentore rimanda a origini piuttosto antiche e al voto di erigere un tempio dedicato a Cristo Redentore al termine di una pestilenza terribile, che colpì la città nel 1576 causando quasi cinquantamila morti, quella stessa pestilenza nel corso della quale morì anche il pittore Tiziano Vecellio.

 

Il desiderio di celebrare la Festa del Redentore è sempre stato molto sentito e nel corso dei secoli molti artisti si sono cimentati nella rappresentazione dei momenti più importanti di questa ricorrenza. Questa può essere dunque l’occasione per andare in giro tra i musei veneziani alla ricerca di testimonianze pittoriche della Festa, di cui alcuni artisti del passato hanno fermato nei loro quadri colori e atmosfera.

 

Al Museo Correr, in Piazza San Marco, è conservata una di queste antiche rappresentazioni pittoriche, La processione del Redentore, dipinta da Joseph Heintz il Giovane a metà del ‘600. Con uno straordinario gusto cronachistico e grande attenzione ai particolari, Heintz decise di immortalare l’aspetto religioso della Festa e quindi la processione che ancora oggi si svolge la domenica.

 

redentore.jpgVi sono raffigurati il doge, già sui gradini della chiesa palladiana alla Giudecca, a seguire il corteo dei notabili - senatori, autorità religiose, membri delle scuole di devozione -, e poi il popolo, gente di tutti i ceti sociali che si accalca attorno alla scena, a dimostrazione del tono popolare che tale ricorrenza ha sempre avuto nel corso dei secoli. Nel dipinto di Heintz, accanto alla basilica palladiana si scorge la chiesa dedicata a San Giacomo che venne demolita nella prima metà dell’Ottocento. L’aspetto profano della Festa del Redentore è rappresentato invece in un dipinto di fine Settecento di Gabriel Bella, conservato in quel vero e proprio scrigno di tesori e collezione di scene di vita veneziana settecentesca che è la Fondazione Querini Stampalia.

 

La rappresentazione di Bella è immersa in uno scenario notturno rischiarato dalla luna piena e il punto di vista è quello della Fondamenta delle Zattere, da cui si possono scorgere il Ponte votivo, il passeggio di dame e cavalieri, i banchetti da sagra e le barche nel Canale della Giudecca. Troviamo infine la suggestione dei fuochi artificiali che rischiarano il bacino di San Marco nei quadri del pittore ottocentesco Ippolito Caffi, del quale un numero considerevole di opere è conservato alla Galleria d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro.

 

Spesso questo artista si cimenta con la rappresentazione di feste popolari sia a Venezia che a Roma, ambientate preferibilmente di notte. Serenata dirimpetto alla Piazzetta San Marco del 1865 è testimonianza delle capacità di Caffi nell’illuminare scene con fonti di luce artificiale e rivela la tecnica sapiente con cui l’artista riproduce gli effetti dei bagliori e della luce notturna sul Bacino di San Marco. Terminato il tour tra musei e dipinti non ci resta che salire in barca con vino, sarde in saòr e anguria, e sentirci almeno un pochino parte di un quadro dell’epoca.

«Festa del Redentore»
Sabato 19 e domenica 20 luglio vari luoghi a Venezia
Info www.redentorevenezia.it