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Cinema? Musica? Arte. Al Goldoni ponti tra linguaggi
di Mauro Masiero   

1.jpgMercoledì 29 ottobre al Teatro Goldoni si terrà un cine-concerto organizzato dall'Associazione Musica Venezia diretta da Roberta Reeder, introdotto da Carlo Montanaro, presidente dell'Associazione italiana per le ricerche di storia del cinema. L'ensemble sarà diretto da Marco Paladin, direttore musicale del Teatro La Fenice. Verrà presentato Ballet Mécanique, pellicola avanguardista del 1924 ideata da F. Léger in collaborazione con il cineasta D.Murphy, con un commento musicale di G.Antheil.

 

Questi giunse in Europa dagli U.S.A. negli anni '20 da quelli che furono i suoi miti culturali: Dada, Futuristi, Vorticisti, Cubisti, Igor Stravinsky. Dei primi prese l'atteggiamento d'insofferenza e beffa nei confronti di qualsiasi autorità – presente o passata, artistica o morale – e il concetto di ready made, che riuscì a trasferire in musica. L'ultimo lo appassionò a tal punto che, dopo il loro incontro a Berlino, decise di seguirlo a Parigi, dove assistette alla prima di Les Noces.

 

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Originariamente fu concepito per sedici pianole meccaniche, due pianoforti, tre xilofoni, almeno sette campane elettriche, tre eliche a motore, sirena, quattro grancasse, un tam-tam, in modo da eliminare qualsiasi intervento umano nell'esecuzione, ma la tecnologia di allora non si rivelò all'altezza di gestire una tale complessità. Nel '53 Antheil ne scrisse una riduzione per quattro pianoforti e percussioni. Troviamo molto Stravinsky analizzando la partitura: una frenetica e complicatissima irrequietezza ritmica, con poliritmie e repentini cambi di tempo.

 

La strumentazione ne fa uno dei pezzi più complessi ed estremi del XX° secolo, riproponendo le sonorità meccaniche, percussive e impietose dell'era industriale; la reiterazione ossessiva dei motivi ritmici e delle cellule melodiche, la spersonalizzazione nell'affidare l'esecuzione esclusivamente alle macchine ne riproduce l'alienazione psichica, il bisogno di corsa frenetica. Anti-romantico, anti-sentimentale, irriverente e ludico, ma mai del tutto distruttivo verso la forma; nel corso del concerto verranno presentati altri brani pianistici di compositori coevi: Poulenc, Satie e Milhaud, anch'essi avanguardistici e rivoluzionari, irriverenti nei confronti della tradizione musicale accademica.

Ballet Mécanique
29 ottobre Teatro Goldoni-Venezia
Info www.teatrostabileveneto.it