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You art me. Il Corpo al centro della seconda edizione di Venice Performance Art Week
di Chiara Casarin   

legend.lin.dance.theater_venice.international.performance.art.week_2014.jpgLa performance non è un tipo particolare di arte. La performance è tutta l’arte colta nel suo farsi. Anche se dal primo vagito delle ormai centenarie avanguardie, l’attenzione si è spostata dall’oggetto al gesto, da prodotto al processo, l’arte tutta è sempre stata performance. Bastava solo coglierla nel suo nascere. Una sofisticata eppure naturale attenzione alla scenografia, alla costruzione del senso all’interno del momento creativo, una costruzione polisensoriale di quegli attimi che precedono un eventuale oggetto finito hanno poi reso autonoma questa modalità espressiva e ne hanno, negli ultimi decenni, decretato la potenza.

 

“Performance” significa avere davanti l’artista che in quel momento esprime il suo indissolubile legame con l’arte. Uno dipendente dall’altra senza soluzione di continuità. Autenticità allo stato puro. La relazione tra l’autore e la sua opera si manifesta solo nell’atto performativo e, lungi dal voler essere solo documento di una nascita, diventa bellezza e passione in grado di sussistere autonomamente, senza dover conservare tracce, risultati, oggetti, registrazioni o opere tout court. A Venezia, dopo il grande successo dell’edizione del 2012, torna la Venice International Performance Art Week curata da VestAndPage, dal 13 al 20 dicembre a Palazzo Mora (Strada Nuova), con 57 artisti provenienti da tutto il mondo grazie al sostegno di importanti fondazioni e istituzioni artistiche internazionali. Un evento libero dalle logiche del mercato e dai meccanismi sovente inquinanti che spesso lambiscono la produzione artistica.

 

tattoo.jpgUn’esposizione di video, fotografie e documenti, a testimonianza dei grandi performers che hanno fatto la storia, accompagna le giornate e le serate dedicate a durational live performances, tavole rotonde e workshop. Il titolo Ritual Body – Political Body sottolinea la stretta relazione tra singolo e moltitudini, tra persona e popolo, tra piccole abitudini quotidiane e grandi gesti sociali che nella performance si possono rappresentare, se non attuare. Arte come pensiero trasversale dunque, che include etica e bioetica, politica, tematiche sociali e appunti personali sotto la sfera dell’artisticità, che si respira ogni qualvolta un movimento è pensato per essere apprezzato e per essere fonte di pensiero individuale o comune. Una study room, allestita e messa a disposizione da Live Art Development Agency, completa la panoramica dell’offerta al pubblico più curioso e sensibile, disposto ad accogliere nuove forme di rito, sia esso religioso, politico, biologico o filosofico.

«Venice International Performance Art Week»
13-20 dicembre Palazzo Mora, Strada Nuova 3659
www.veniceperformanceart.org