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Home arrow TEATRO arrow La terra della vertigine. Lo spirito dell'alieno YOU che ha inaugurato il Teatro Aurora
La terra della vertigine. Lo spirito dell'alieno YOU che ha inaugurato il Teatro Aurora
di Filomena Spolaor   

you_radio.jpgUn tappeto bianco, soffice come neve. Una galassia lontana, dove l’alieno YOU, vive un’esistenza felice.
Unico abitante di quel pianeta, da lui organizzato in modo da soddisfare le proprie necessità vitali.
Tiene in mano un ramoscello come una bacchetta magica, un simbolo religioso che lo avvicina alle stelle. I suoi gesti semplici raccontano una storia intima, una concezione del divino, l’esplorazione del mondo.
Indossa la tuta di un marziano. La sua testa al centro a forma di pupilla, l’occhio solo di un ciclope che guarda e illumina, è il motore del corpo. Un’antenna che trema, promette la tempesta. La spalla si muove male. Batte due sassi, emettendo suoni dapprima meno umani, sordi, piccoli fischi che si trasformano in gocce d’acqua, poi sempre più complessi fino al verso di una scimmia.

 

Un giorno si schianta al suolo un sacco di rifiuti spaziali dal soffitto. Ne esplora il contenuto, scoprendo lattine vecchie, una Barbie rotta, carta igienica, un coltello. Si dimena, si rannicchia a tagliuzzare e giocare con gli oggetti come i primitivi. Si ode il ritmo frenetico di una sveglia, ma lui mangia le patatine, anche se fanno ingrassare.

 

Nel silenzio eterno del pianeta trova anche una radio, che gli fa conoscere la realtà terrestre. Irrompono radiogiornali in lingua inglese, varietà, interviste, musica, dibattiti. YOU ne è sconvolto. Incapace di dare collocazione a un oggetto, che sembra voler comunicare, lo scambia per un essere vivente. Tra un orsacchiotto e uno spruzzino con cui si benedice, spunta anche una bottiglia. Suona la campanella. Nel buio la sua testa diviene fluorescente. Un finale aperto, in cui sembra degradarsi. econdo una precisa routine quotidiana, varie zone del minuscolo pianeta rispondono ai bisogni di YOU, che sono quelli di qualsiasi essere intelligente: il bisogno di protezione, di riposo, di occupazione, di riflessione o di preghiera.
La radio esprime il ritmo vitale contemporaneo e la possibilità del linguaggio dell’uomo. È musica, arte, tutto quello che l’uomo ha creato. You è un bambino primitivo, umano, che vive nella semplicità del suo ambiente. Ma poi irrompe la società consumistica che lo trasforma in un avido consumatore, che non smette di mangiare patatine.


you.jpgSiamo ossessionati da tempi e scadenze, la nostra schiavitù, un guinzaglio. La società (spazzatura) trasforma la naturalità dei ritmi e il nostro rispetto dell’ambiente.
Tutto questo è You, Docu- fiction di Ariela Maggi e Giulio Canestrelli. Potrebbe essere un documentario di History Channel sulla vita di uno strano animale della Tanzania, un modo per riflettere sull’uomo contemporaneo. Lo spettacolo, andato in scena in prima nazionale al Teatro Aurora di Marghera, è vincitore del bando “La città infinita - Anfiteatro sud” di Cagliari che gli ha concesso una residenza a Capoterra. È una città sarda in un paesaggio deserto. E quell’unica pianta che s’intravede sul tappeto bianco in scena, è lo scheletro di un cactus, un elemento che i due giovani hanno trovato in quella terra.


Ariela e Giulio sono due attori, artigiani, che nel 2012 hanno fondato la Compagnia Manimotò. Vogliono portare in Italia un nuovo modo di intendere il teatro di figura (per tradizione relegato agli spettacoli per l’infanzia) e il paesaggio sonoro, ricercando un linguaggio teatrale multiforme, intensamente tragicomico ed estremamente attuale. Vogliono conquistare il mondo, vendere spazi non teatrali, sperimentare in luoghi aperti e strani.
Con questo nuovo progetto è ripartita anche l’avventura del Teatro Aurora, nonostante i mesi di incertezza vissuti alla fine dello scorso anno.


«Per noi la cultura è denaro» ha detto commosso Antonino Varvarà, direttore artistico dell’associazione culturale Questa Nave. «Presenti sulla scena veneta anche se con una breve, piccola, intensa stagione di teatro contemporaneo, ritorniamo a proporre il nostro modo di considerare il Teatro: un luogo dove le idee si confrontano. Sostare a riflettere su quello che intorno avviene o che subiamo, prendere coscienza dei mutamenti che stanno avvenendo nel nostro vivere sociale, cercare dentro di noi una posizione, fare una scelta, giudicare e operare per cambiare: è questo che, come individui sociali, abbiamo il dovere di compiere» ha dichiarato.
Il teatro è, per loro, come la radio per YOU. L’unica differenza è che non si può spegnere.

 

 

di Filomena Spolaor

 

[recensione di You, Manimotò

prima nazionale 13 febbraio 2015, Teatro Aurora, Marghera (Ve)]