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Home arrow ZOOM arrow [Incroci di Civiltà 2015] Intervista a Jerry Brotton
[Incroci di Civiltà 2015] Intervista a Jerry Brotton
di Redazioneweb2   

jerrybrotton.jpgNato a Bradford (Gran Bretagna), docente di Studi rinascimentali alla Queen Mary University di Londra, è uno dei massimi esperti di storia delle mappe e cartografia rinascimentale, assai attivo come scrittore, giornalista, critico e conduttore televisivo. È direttore associato del Queen Mary / Warwick University Global Shakespeare Project. Il suo lavoro più recente, A History of the World in 12 Maps, è stato tradotto e pubblicato in Italia da Feltrinelli (2013).

In una situazione internazionale fortemente caratterizzata dallo scontro di civiltà, appare quanto mai urgente il confronto serrato tra culture, persone, lingue e tradizioni. Molti scrittori sono nell'occhio del ciclone proprio per i loro libri: la libertà di parola e di scrittura è in questo momento sotto attacco. Qual'è la sua opinione in merito e quali sono i ‘doveri’ di uno scrittore nel 2015?
Ricordo di aver visitato Verona e Mantova una settimana dopo l’11 settembre, avevo da poco finito di scrivere The Renaissance Bazaar, un libro sull’influenza islamica sul Rinascimento. Mi è sembrato che l’argomento ‘scontro di civiltà’ fosse troppo semplicistico per capire cosa stesse succedendo.

 

Il confronto e l’incomprensione di culture e lingue è sempre stato con noi, forse ora più profondo e inquietante. Quando vedo ciò che l’ISIS fa in Iraq e Siria e gli argomenti estremisti che giustificano gli attacchi di Parigi, sono sempre colpito da come la storia passata - eventi come le Crociate - siano parte della loro retorica. Allo stesso modo sono colpito da quanto poco conosciamo delle religioni del Libro, quanto gli occidentali ormai secolarizzati capiscano delle basi della fede islamica. E, per contro, quanti tra i componenti dei gruppi islamisti radicali, in aree come la Siria, conoscono davvero delle tradizioni di convivenza e tolleranza tra cristiani, musulmani ed ebrei? Credo sia mio dovere di scrittore del 2015 concentrarmi sulle storie dei conflitti tra Occidente e Oriente partendo dal chiedersi cosa effettivamente intendiamo con “Occidente” e “Oriente”. Al momento sto scrivendo su Shakespeare e il mondo islamico, penso sia una storia che debba essere raccontata in questo clima attuale di sfiducia e paura. La storia ci insegna che non è sempre stato così e non sarà necessariamente così nel futuro.

Lei ha un approccio assolutamente contemporaneo di raccontare il passato, una visione globale delle cause e degli effetti, sintetizzata attraverso l'uso di mappe a livelli. Approccio fortemente influenzato dalle modalità tipiche della tecnologia? Quale futuro per la carta stampata?
Capire come funziona la tecnologia è sempre importante anche per chi scrive di materie umanistiche e di storia. Come esperto di storia del Rinascimento, la tecnologia è fondamentale. È un periodo in cui innovazioni tecnologiche come la stampa influenzano tutte le forme di comunicazione scritta, incluse la letteratura, la ricerca scientifica e anche la cartografia! Centrale, nella storia delle innovazioni tecnologiche, è Venezia nel tardo XV secolo, in quel momento centro mondiale di stampa e cartografia. Una mappa come la Vista di Venezia di Jacopo de Barbari (1500) è una grande opera d’arte ed è anche un’incredibile conquista tecnologica grazie all’uso importantissimo di enormi blocchi a stampa di legno per creare l’effetto della prospettiva a volo d’uccello sulla città. Le mappe hanno sempre avuto bisogno della migliore tecnologia - dalla pietra al papiro e oggi al pixel - per essere aggiornate al meglio. Le mappe online che usiamo oggi non sono diverse in questo e, per quanto vengano impiegati gli ultimi ritrovati della tecnologia, sono sempre soggette agli stessi pregiudizi e credenze soggettive che hanno definito le mappe per secoli. Le mappe stanno lentamente e inevitabilmente muovendosi online, un po’ come i libri. Tuttavia, questo spostamento è lento, come può confermarvi chiunque si occupi di editoria, e il libro stampato ha ancora una lunga vita davanti a sé, perché l’innovazione tecnologica è così geniale che non la riconosciamo nemmeno. Un oggetto piccolo, portatile, durevole e chiaramente, esattamente riproducibile: ci vorrà del tempo prima che questo design venga superato da una versione elettronica.

 

Jerry Brotton
28 marzo, h. 12 - Fondazione Querini Stampalia