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Io sono leggenda. Le meraviglie di Torcello e la Locanda Cipriani
di Fabio Marzari   

locandacipriani_1.jpgPremetto che mi debbo auto-controllare per non essere indotto ad un “Festival delle iperboli”, ma dovendo raccontare uno dei luoghi a me favoriti da sempre, fatico a moderare l'entusiasmo nelle parole. Aprile è uno di quei mesi in cui il clima è mite senza essere fastidiosamente caldo, il sole illumina i paesaggi senza accenderli di una luce violenta ed i colori, nonostante l'esplosione di innumerevoli sfumature, riportano una sensazione di armonia cromatica. Buone premesse dunque per una escursione in Laguna Nord, con destinazione Torcello. L'isola di giorno, durante la bella stagione, è molto frequentata da turisti mordi e fuggi, che spesso paiono la reincarnazione di quei barbari che costrinsero gli abitanti della terraferma a fuggire dalle devastazioni, colonizzando le isole paludose della Laguna.

 

Reperti di scavo e studi recenti riportano che la popolazione intorno all'anno mille era compresa tra i 1800 e 3500 abitanti, un numero davvero rilevante per quel tempo. All'epoca Torcello poteva competere con città come Parigi o Padova.

 

Poi nel XX secolo i registri comunali riportano 280 residenti nel 1949, 110 nel 1965, 16 nel 2011 e solo 10 ad aprile dello scorso anno. Un'isola che in vari momenti della giornata sa regalare dei silenzi incantati, che meglio aiutano a godere della bellezza del paesaggio e dei monumenti che testimoniano il gloriosissimo passato. Tra le meraviglie dell'isola va certamente annoverata la Locanda Cipriani, una vecchissima osteria di laguna che vendeva vino e olio, rilevata nel 1934 da Giuseppe Cipriani e trasformata in un luogo di assoluto charme, nonostante la semplicità mantenuta dalla struttura.

 

locandacipriani_2.jpgA distanza di molti decenni da allora il luogo merita tutta la fama creatasi nel tempo, il tocco ‘magico’ della famiglia Cipriani ha consentito alla Locanda di possedere un carattere unico, capace di regalare emozioni vere non solo per il palato, ma per l'animo. Appartenere ad una Famiglia che ha inventato un capitolo a parte nel mondo della ristorazione e dell'ospitalità a livello mondiale, ha permesso al proprietario Bonifacio Brass di ereditare dal nonno Giuseppe, dalla madre Carla Cipriani e dallo zio Arrigo una professionalità non affettata, capace di far sentire davvero bene l'ospite, senza retorica e inutili inchini di troppo. Pare quasi superfluo precisare come la semplicità e la raffinatezza della cucina proposta siano quasi un complemento al benessere offerto, non ci sono concessioni alla nouvelle cuisine, che comunque di nuovo ha solo il nome (!), ma solide certezze basate sulla cucina tipica del territorio con le meraviglie degli orti della zona, che in primavera regalano delizie sopraffine, tra cui un posto di rilievo viene occupato dai carciofi: le inarrivabili castraure e i botoli.

 

Ecco quindi un risotto di verdure memorabile, o il pesce sanpietro alla “carlina”, ricetta inventata da Carla Cipriani, e molti altri piatti di pesce o di carne, basati in gran parte sui prodotti della Laguna. L'elenco sarebbe lungo e il menù segue il corso naturale delle stagioni, semplicemente è buono tutto, dagli aperitivi più o meno alcolici ai dolci. «Oltre le paludi (...) e con le canne piegate dalla violenta tramontana, vide la torre quadrata della Chiesa di Torcello e dietro di essa l'alto campanile di Burano» (E. Hemingway, Di là dal fiume e tra gli alberi). Ho volutamente lasciato alla fine Hemingway, che ricorda da vicino la storia delle reliquie dei santi, non c'è luogo o quasi nel Nord Est d'Italia che non vanti qualcosa legato al grandissimo scrittore americano. Alla Locanda egli ci ha vissuto, non serve aggiungere altro!

Locanda Cipriani
Torcello (Ve)
www.locandacipriani.com