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Memoria: maneggiare con cura
di Davide Carbone   

forte.jpgConcetto difficile da descrivere, quello di ‘memoria’. Può essere personale o collettiva, utilizzata come fonte di ispirazione o come monito per fare in modo che cose accadute non si ripetano mai più. Può essere tutte queste cose assieme. Può essere un oggetto splendido e delicato, che tutti vogliono toccare e magari da far passare di mano in mano senza mai perderlo con lo sguardo, come quando da bambini capitava di prestare il giocattolo preferito, che tutti volevano possedere, anche solo per pochi secondi. Nel caso di cui parlo, però, a tutto potrebbe somigliare la memoria, tranne che ad un giocattolo.

 

Perché al centro dei ricordi sta la Grande Guerra, il primo conflitto mondiale che dal 1914 al 1918 rivoluzionò il mondo e con esso la storia dell’uomo. Il luogo è quanto di più emblematico si possa trovare, la Polveriera Austriaca del mestrino Forte Marghera. Si tratta di una struttura storica costruita dopo il 1814 caratterizzata da una volta a botte, muri pieni spessi quasi 2 metri e tetto progettato per essere riempito da uno strato di terra, in grado di resistere all'urto delle palle sparate dai cannoni. Attualmente è uno dei luoghi più suggestivi di Forte Marghera, con pavimento originale in legno e mattoni a vista e viene usato principalmente per piccoli spettacoli di teatro, performance e mostre fotografiche.

 

forte-marghera-f22.jpgQui, fino al prossimo 28 giugno, convergono gli sforzi di Marco Polo System, Officine Pinelli e Teatrino Zero di Spinea per offrire al pubblico una rassegna fatta di spettacoli teatrali, incontri e presentazioni di libri legati alle tematiche della Prima Guerra mondiale. Domenica 7 giugno al centro della scena ecco proprio il teatro, con una lezione-spettacolo a cura di Giacomo Rossetto del collettivo Teatro Bresci. Uomini in trincea parla di un solo anno di guerra e sempre sullo stesso fronte, quello dell’Altopiano di Asiago. Triste simbolo di questo conflitto sono le trincee, lunghi corridoi profondi poco meno di due metri che comparvero da subito anche sul fronte italiano, in pianura, sull'altipiano carsico e in alta montagna, in mezzo alla neve. Nasce quindi spontaneo chiedersi come vennero costruite, quale fosse la vita di un soldato al loro interno, come dormissero, come mangiassero, quali fossero i problemi di tutti i giorni.

 

Il 12 giugno l'incontro con lo storico Mauro Scroccaro che con il progetto Alisto - Ali sulla storia riporta l'attenzione sui cieli della Grande Guerra, facendoci alzare lo sguardo questa volta sui funambolici ma anche geniali esperimenti di guerra dall'alto, con dirigibili e palloni aerostatici. Giovedì 18 ecco Una feroce primavera, riduzione di Trincee: risveglio di primavera in collaborazione con Arteven. Andrea Pennacchi, accompagnato dalle musiche di Giorgio Gobbo, racconta le gesta del buon soldato Bepi, il suo arruolamento volontario e l’esperienza nel conflitto, rendendolo antieroe sovranazionale capace di dare voce a tutti quelli che nelle trincee sperimentarono l’orrore indescrivibile. Domenica 28 giugno nell'Ex Chiesetta spazio al cinema, dai classici ai corti, il tutto in un mix di post-produzione che lega storia e arte, visione sulla Grande Guerra a cavallo tra reperti storici e moderne visioni dal web.

 

«La Grande Guerra»
7, 12, 18, 28 giugno Forte Marghera-Mestre
www.fortemarghera.org