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Home arrow CINEMA arrow #Daily 6 [7 settembre 2015]
#Daily 6 [7 settembre 2015]
di Redazioneweb   

dailyn6_7sett2015.jpgDAILY#6

 

LANDED: Amos Gitai, Yitzhak Hiskiya, Pini Mittelman, Michael Warshaviak, Einat Weizman, Yogev Yefet, Yael Abecassis, Oliver Hermanus, Nicolas Duvauchelle, Crystal-Donna Roberts, Valerio Mastandrea, Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Silvia D’Amico, Roberta Mattei, Merzak Allouache, Adlane Djemil, Lamia Bezouaoui, Leïla Tilmatine, Mohamed Tekerret, Abdellatif Benahmed, Vahid Jalilvand, Niki Karimi, Amir Aghaei, Arturo Brachetti

 

Vent’anni
Il prossimo 4 novembre saranno trascorsi vent’anni dall’assassinio del premio Nobel Yitzhak Rabin, che ha speso una vita per promuovere la pace tra israeliani e palestinesi, fino alla storica firma nel 1993 degli accordi di Oslo. Il 1995 sembra ieri; certamente di passi in avanti non se ne sono fatti molti da allora, ma Amos Gitai non si arrende e ancora una volta mette il suo cinema a servizio delle coscienze, filmando un’inchiesta tanto necessaria quanto dolorosa. Il suo Rabin è tra i titoli più attesi della Mostra. Per Orizzonti invece sarà la volta dell’algerino Merzak Allouache, che con Madame Courage ci farà entrare nelle bidonville di Mostaganem, e dell’Iran di Wednesday, May 9, opera prima di Vahid Jalilvand, racconto di due intrepide donne che non si lasciano intimidire dalla polizia durante un immaginario raduno del popolo iraniano in risposta a un annuncio su un quotidiano. E se in Medio Oriente la situazione non sembra rosea, non lo è nemmeno la vita nel Sud Africa fotografato in The Endless River da Oliver Hermanus, già titolare della Queer Palm per Skoonheid, presentato a Cannes nel 2011. La storia è incentrata sul triangolo che vede coinvolti un ex galeotto, sua moglie e un vicino di casa rimasto vedovo a seguito di un efferato omicidio. Sul fronte italiano, i due ventenni protagonisti di Non essere cattivo, l’atteso film postumo di Claudio Caligari, scomparso lo scorso maggio, sembrano combattuti tra amicizia ed edonismo in una Ostia notturna solcata da auto di lusso e strisce di cocaina. Il cinema di Caligari, sempre tesissimo e necessario, ci mancherà anche per la sua schiettezza e asciuttezza, specie oggi che avere vent’anni è diventata una vera e propria sfida./ Almost twenty years since the assassination of Nobel prize Yitzhak Rabin. 1995 feels like yesterday, though Amos Gitai won’t surrender and still uses cinema to feed our conscience. His Rabin is the most awaited for entry at VFF. Algerian Merzak Allouache will take us to Mostaganem with Madame Courage, while Vahid Jalilvand’s Wednesday, May 9th, set in Iran, tells of two women who won’t submit to police brutality. Life in South Africa seems none the easier, as depicted in The Endless River by Oliver Hermanus, on the triangle of violence between an ex-con, his wife, an a widower. Non essere cattivo, by the late Claudio Caligari, has two twenty-somethings deal with the issues of friendship and hedonism in a cocaine-imbued Roman littoral.