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Home arrow ARTE arrow [BIENNALE ARTE 2015] Pacha Mama, Terra Madre. Ecuador ‘manifesta’ impegno per la vita e per l’arte
[BIENNALE ARTE 2015] Pacha Mama, Terra Madre. Ecuador ‘manifesta’ impegno per la vita e per l’arte
di Sara Bossi   

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Una Costituzione considerata la più avanzata a livello internazionale che, prima al mondo nel 2008, riconosce come inalienabili i ‘diritti della Natura’ e l’acqua. Così l’Ecuador si presenta, in bilico tra obbedienza al potere economico ed esigenze estreme di tutela, tra contraddizioni e novità. E lo fa anche alla Biennale Arte, chiamando a rappresentarlo Maria Veronica Leon Veintemilla, esponente tra i più dinamici dell’arte contemporanea latinoamericana.

 

Acqua d’oro: neri specchi apocalittici è un’esplorazione innovativa, che travalica la visione particolare e territoriale di un Paese e diventa globale: un monito per l’umanità e il suo futuro. Attraverso pittura, grafica, disegno, videoarte, videopoesia, performance, libri e fotografia digitale la giovane artista, che vive a Dubai dopo un’esperienza parigina di successo, esprime il suo autentico manifesto a favore della vita e dell’arte e il suo impegno nel rifiutare gli eccessi, l’esagerazione e le derive dell’industria, che penetra nel cuore stesso della natura distruggendola.


Maria Veronica presenta un “tecno-teatro” in cui due sono gli elementi dominanti, spesso alla base delle sue ricerche e tra le principali fonti naturali della ricchezza ecuadoriana: l’acqua e l’oro, fondamentali per la vita e l’economia del Paese. Partendo da questa prospettiva l’artista costruisce il suo progetto attorno a un simbolo universalmente riconosciuto, il focolare, qui proposto a forma di cubo e reinterpretato come una cucina moderna iper-utilitaristica.

 

ecuador.jpgUn’opera capace di evocare metaforicamente l’umanità che si sta dimenticando di se stessa. Alcuni video mostrano uno stabilimento di imbottigliamento dell’acqua, le immagini alludono alla mercificazione di un bene che dovrebbe restare universalmente comune. Qui il richiamo alle leggi fondamentali che il Paese si è dato è esplicito. Un altro video rappresenta l’oro, virtuale e incandescente, nella sua lotta contro l’acqua, e rimanda al caos. Visioni caleidoscopiche, costellazioni metalliche, tutto è esplorato tramite interconnessioni tra movimento, parole, numeri e suono, con l’obiettivo di sollevare interrogativi e aumentare consapevolezze.


Blu, verde e nero sono i colori con cui l’artista descrive i diversi momenti dell’opera. Il blu è il riflesso dell’acqua, il punto di rottura tra l’elemento naturale e il suo bieco sfruttamento. Il verde è il colore dei soldi e la capacità politica e finanziaria in grado di influenzare il ‘destino’ dell’acqua, che passa attraverso uno specchio nero apocalittico, riflesso della società che si sta perdendo. Il nero è l’ignoto, il futuro possibile, che potrà portare all’annientamento dell’uomo o a una promessa di bellezza.

«Maria Veronica Leon Veintemilla | Gold Water: Apocalyptic Black Mirrors»
Fino al 22 novembre Istituto Santa Maria della Pietà, Castello 3701-Venezia
www.artecommunications.com