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Ci vuole orecchio. Polifonie alla Fondazione Cini
di Redazioneweb2   

coro_su_cuncordu_e_su_rosariu.jpgÈ dedicata alle Polifonie liturgiche e cerimoniali della Sardegna centrale la diciannovesima edizione di Polifonie in viva voce in programma il 3 dicembre sull'Isola di San Giorgio Maggiore. La nuova edizione di questo progetto di studio e ascolto dedicato al canto polifonico nelle varie culture, promosso dall’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati della Fondazione Giorgio Cini, prevede un seminario sul tema delle polifonie liturgiche della Sardegna centrale dalle ore 16, a cui segue il concerto del coro Su Cuncordu e’ su Rosariu previsto per le 18.30, con ingresso consentito fino ad esaurimento posti.

 

Nella geografia musicale della Sardegna quasi ogni paese ha la propria specializzazione: Santu Lussurgiu in provincia di Oristano è il paese del cantu a cuncordu, una pratica musicale in cui le quattro parti coordinate cantano il testo, senza che vi siano “voci leader”. L’interazione tra le parti evoca, in un certo senso, l’immagine del dialogo musicale di un quartetto d’archi.

 

coro_cuncordu.jpgIl coro Su cuncordu ‘e su Rosariu è senza dubbio tra i massimi interpreti di questa pratica. Formato da Giovanni Ardu (bassu), Mario Corona (contra), Roberto Iriu (cuntraltu) e Antonio Migheli (‘oghe), fa parte della confraternita del Santo Rosario e si è costituito nel 1976 in occasione delle celebrazioni della Settimana Santa, di cui il gruppo interpreta ancora oggi i canti dei diversi eventi rituali. Il gruppo ha inoltre collaborato con artisti di diversa provenienza, spaziando dall’ambito della musica d’arte di Sergio Vartolo e la Cappella musicale di San Petronio, l’ensemble Odhecaton, il quartetto Gringolts, fino a collaborazioni con musicisti noti come Paolo Fresu, Luigi Cinque, Elena Ledda, Clara Murtas.

 

Il progetto Polifonie in viva voce, promosso dall’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati della Fondazione Giorgio Cini, costituisce l’occasione più rilevante in Italia e in Europa per ascoltare e osservare le pratiche polifoniche fervidamente conservate in numerose tradizioni locali. Dal 1997 sono stati ospiti del programma veneziano cantori e strumentisti provenienti dalle grandi isole del Mediterraneo, dal Caucaso, dall’Europa orientale, dalla regione balcanica, dalla Cina meridionale e da diverse località della penisola italiana. È stato possibile ascoltare polifonie maschili e femminili complesse e multiformi, spesso divenute vivaci marcatori di irrequiete identità locali, riconosciute dall’UNESCO come patrimoni immateriali dell’umanità.

19. Polifonie in viva voce
3 dicembre Isola di San Giorgio Maggiore
www.cini.it