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Altri carnevali. Oltre il ponte...
di Fabio Marzari   

sauris_carnevale02.jpg Non è per snobbare la festa veneziana, che malgrado tutto, alta o bassa nel calendario, riesce sempre a calamitare l'attenzione e l'entusiasmo di folle di individui di varie provenienze, è per ricordare che oltre il “ponte” ci sono altri antichissimi riti legati al Carnevale, che meritano di essere conosciuti e testimoniano quanto ancestrale sia l'idea stessa della festa in maschera.

 

A Sauris (Ud) tra i monti della Carnia, con giornata clou il 6 febbraio, si svolge da secoli secondo gli stessi rituali, un antichissimo Carnevale: il Voshankh, il cui nome deriva dall'antico idioma di origine tedesca ed ha due protagonisti incontrastati, il Rölar e il Kheirar. Il Rölar è una figura magica e demoniaca armata di una scopa che avverte la gente che si prepari per la mascherata. Il suo nome deriva dai “rolelan”, i campanelli che porta legati attorno alla vita e agita in continuazione. La sua faccia e le sue mani sono annerite dalla fuliggine; indossa abiti rozzi ed ha la testa fasciata con un fazzoletto a frange. Con lui c’è il Kheirar, il re delle maschere che orchestra lo svolgimento della festa: il volto celato da una maschera di legno, ha vesti lacere e una scopa in mano, che usa per battere alle porte delle abitazioni in cui vuole entrare.

 

3-castello-di-spessa-1.jpgDopo aver spazzato il pavimento, introduce a turno coppie di maschere che intrecciano antiche danze al suono della fisarmonica. Nel pomeriggio di sabato le due figure percorrono le vie di Sauris e delle sue frazioni, accompagnate da un corteo di maschere, che possono essere brutte e si chiamano Schentena schembln o belle, Scheana schembln. Importante è che chi vi partecipa sia irriconoscibile e col volto coperto.

 

All’imbrunire prende il via la Notte delle lanterne, una suggestiva passeggiata fra i boschi a cui tutti sono invitati: il corteo, guidato dalle maschere, parte da Sauris di Sopra al chiarore delle lanterne e si inoltra nel bosco alla volta di un grande falò propiziatorio innalzato in una radura, attorno al quale ci si può riscaldare con vin brulè e rifocillare con dolci, fra cui le tradizionali frittelle di Carnevale insaporite con la salvia, oltre ai magnifici salumi e formaggi, conosciuti universalmente.

 

Un'altra opportunità per trascorrere il Carnevale in modo inconsueto è nel Collio, al Castello di Spessa di Capriva del Friuli (Go) dove il 7 febbraio si festeggia, rigorosamente in abiti settecenteschi, con Messer Giacomo Casanova, che fu ospite del Castello nel 1773 ed apprezzò particolarmente la bontà dei vini e dei cibi offerti. In festa con Casanova, è stata ideata dall’Accademia Filarmonica Giacomo Casanova e dall’Associazione Amici di Giacomo Casanova, che hanno scelto il castello friulano come luogo ideale per ambientare un evento gastro-culturale che echeggiasse le fastose atmosfere settecentesche tanto amate dal seduttore per antonomasia. Sarà imbandito il Menu Giacometto, ispirato a cibi da lui amati e così descritti nelle sue Memorie: «Mi piacquero i piatti raffinati, il pasticcio di maccheroni, fatto da un buon cuoco napoletano... il merluzzo di Terranuova ben mantecato, la selvaggina sfrollata a puntino e i bei formaggi burrosi». Così in tavola compariranno queste pietanze e molte altre, mentre nel pomeriggio, dopo le libagioni, sarà uno spettacolo teatrale-musicale.

 

Un carnevale con Casanova a riportare le atmosfere di una Venezia lontana nel tempo, ma non nello spazio, essendo raggiungibile in poco più di un'ora di automobile... se proprio la folla dovesse mancarvi!

 

www.castellodispessa.it

www.carnia.it