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Home arrow TEATRO arrow Mi sa che fuori c'è il sole. Il Teatro visto e recitato dalle donne
Mi sa che fuori c'è il sole. Il Teatro visto e recitato dalle donne
di Mariachiara Marzari   
7minuti_low.jpgLa parola “femminista” o “femminismo” è stata ormai fortemente rottamata da una società, quella italiana, che pensa di essere andata ormai oltre i principi e i valori che questi termini hanno significato. Purtroppo a queste parole, che in tutti ricordano lotte, proteste e traguardi raggiunti sempre in ritardo dalla società italiana, registriamo un nuovo tragico termine troppo frequentemente utilizzato: “femminicidio”, una realtà che supera di gran lunga in Italia qualsiasi altro problema al femminile.

 

Il termine “femminicidio”, nella sua accezione contemporanea, è un neologismo semantico, definito dal Devoto-Oli come: «Qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuare la subordinazione e di annientare l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte».

 

Se, solo se, la festa ormai ‘folcloristica’' dell'8 marzo ha un significato, deve essere una riflessione su ciò che sta accadendo in questo Paese ogni giorno. Una riflessione al femminile offerta, in questo mese di marzo, da tre diversi spettacoli in programma al Teatro Goldoni, Tutto quello che le donne (non) dicono con Francesca Reggiani (8 marzo), e al Teatro Toniolo con 7 minuti di Stefano Massini, regia di Alessandro Gassmann, con Ottavia Piccolo (11-13 marzo) e con I Rusteghi di Carlo Goldoni (18-20 marzo).


reggiani_low.jpgTra un’imitazione e l’altra (Maria Elena Boschi, Milena Gabanelli, Patty Pravo e il ritorno di Sabrina Ferilli) Francesca Reggiani in Tutto quello che le donne (non) dicono racconta con naturalezza e forza pillole di realtà al femminile, un viaggio tra le tantissime sfumature della crisi spirituale, sociale, relazionale e sessuale che sta attraversando l’Italia. Lavoro, donne, diritti: Ottavia Piccolo assieme a altre dieci protagoniste danno voce e anima alle operaie di 7 minuti (una storia vera) che raccontano le paure per il futuro e per i figli, e le angosce e le rabbie inconsulte che situazioni di precarietà lavorative possono scatenare.

 

Ne I Rusteghi, Goldoni affonda il bisturi sulla società che lo circonda, mostrando con evidenza i segni di una lucida adesione ai “lumi” e a un pensiero aperto ed europeo. Parametrato all’epoca, la commedia è di una modernità disarmante, con da una parte appunto i Rusteghi, che si sentono minacciati dai grandi rivolgimenti che stanno per toccare Venezia e tendono a chiudersi dentro le loro case come in una fortezza impenetrabile, e dall’altra le donne che guardano alla vita, all’esterno, ai contatti sociali, ai doveri dell’amicizia e della parentela, ai diritti del sentimento.


Tutto quello che le donne non dicono 8 marzo Teatro Goldoni - Venezia

7 minuti 11-13 marzo; I Rusteghi 18-20 marzo Teatro Toniolo - Mestre (Ve)

www.teatrostabileveneto.it - www.culturaspettacolovenezia.it