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Known pleasure. Peter Hook per una memorabile Joy Division celebration al Parco della Musica
di Redazioneweb   

hook.jpgNon potete non averla vista almeno una volta, quella maglietta: fondo nero, righe bianche increspate al centro a formare una sorta di catena montuosa. C’è chi la indossa da sempre, chi l’ha comprata da H&M, chi ne ama solo la veste grafica e chi la ostenta come una divisa. Allo stesso modo tutti, almeno una volta, abbiamo ballato sulle note di due canzoni: Blue Monday e Love Will Tear Us Apart. Brani da festa anni ‘80 per alcuni, pietre miliari della storia della musica per altri. Non è un mistero che i Joy Division siano entrati nel mito, e non solo per la morte prematura del carismatico e tormentato frontman Ian Curtis, non solo per una maglietta azzeccata.

 

Hanno fatto la storia per un sound fortemente caratterizzato (pensate al basso incalzante di Peter Hook, alla precisione chirurgica della batteria di Morris, alle gelide stilettate della chitarra di Sumner), per la voce di Curtis, baritonale e drammatica, per i testi lucidamente disperati diventati un inno generazionale, perché nei due soli album prodotti non hanno sbagliato non dico un pezzo, ma una singola nota. Hanno fatto la storia perché hanno traghettato la musica dal punk al dark/new wave.

 

E ascoltando con attenzione alcuni gruppi contemporanei, come ad esempio gli Editors o gli Interpol, si comprende quanto sia lunga quest’onda, che dopo più di trent’anni ancora deposita sulla battigia delle produzioni discografiche i suoi detriti sonori.

 

peter-hook.jpgLe vicende sono note: i Joy Division si formano nel 1977 a Salford, nei pressi di Manchester, pubblicano i due suddetti album-capolavoro (Unknown Pleasures e Closer); Curtis muore suicida a 23 anni, i restanti membri, tenendo fede a un accordo pregresso, cambiano il nome in New Order. Nel 2007 Hook fa causa agli altri per motivi economici/di royalty, e nel 2010 costituisce i Peter Hook & The Light con cui, “con colpevole piacere” come ammette lui stesso, porta in tour i brani delle due band di cui è stato bassista. Dopo una prima tranche di concerti in Italia lo scorso inverno, ora è la volta di altre tre date: Milano, Roma e Padova. La città patavina ospiterà un numero imprecisato di magliette di Unknown Pleasures (mi impegno personalmente a contarle) il 6 maggio, al Parco della Musica.

 

Parco della Musica che ha inaugurato, con la riapertura del 29 aprile, il suo secondo anno di attività e ha annunciato per maggio una serie di appuntamenti davvero interessanti, tra Guido Catalano, Soviet Soviet, Herman Medrano, i francesi Ulan Bator per Sub Cult Fest (18-20 maggio), la sorprendente chitarrista newyorkese Kaki King. E, piccola anticipazione: il 23 giugno, Dinosaur Jr.

Peter Hook & The Light
6 maggio 2016 Parco della Musica-Padova
fb: Parco della Musica - Padova