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Home arrow ARTE arrow 15. BIENNALE ARCHITETTURA | La forma del tempo. Leone d'oro alla Carriera a Mendes da Rocha
15. BIENNALE ARCHITETTURA | La forma del tempo. Leone d'oro alla Carriera a Mendes da Rocha
di Giovanni Vio   
paulo-mendes-da-rocha.jpgQuella della durevolezza stilistica e fisica dell’architettura di Paulo Mendes da Rocha è l’inedita chiave interpretativa che ci propone la motivazione per il Leone d’oro alla carriera che l’architetto brasiliano riceve nel contesto della Biennale di Architettura 2016. Formulata in modo diverso, si allaccia a quanto, nel 2006, la giuria del Pritzker Prize ha riconosciuto nelle sue opere: la sua profonda comprensione della poetica dello spazio, anche nella dialettica con la natura oltre che con l’ambiente costruito, e quell’apertura umanistica del fare architettura come agire responsabile.

Lo confermano tutte le opere, dal primo concorso vinto per il Clube Athletico Paulistano, che lo fece riconoscere subito come progettista a tutto tondo, raffinato, originale, esperto innovatore della questione strutturale, ai lavori che lo resero celebre, quali il Padiglione dell’Expo di Osaka del 1968, lo Stadio Municipale Serra Dourada del 1973, il Museo Nazionale di Scultura del 1986, la Cappella di São Pedro del 1987, la sistemazione di Plaça do Patriarca del 1992, la Pinacoteca di Stato del 1993, le eccezionali residenze private, tutte opere realizzate a San Paolo a cavallo di un periodo storico molto delicato per il Brasile, tra democrazia e dittatura militare, fino alle recentissime commissioni europee, come il Museo Nazionale della carrozza di Lisbona.

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La capacità di rimanere integra al passaggio del tempo è proprietà della cultura classica che si riflette certamente nell’opera di Mendes da Rocha, nel suo procedere nei confronti della storia, del paesaggio, della città, dell’alternarsi politico, attraverso una visione ampia che produce sintesi e mediazione. È uno sguardo che abbraccia insieme passato, presente e futuro. Lungo tale percorso Mendes da Rocha ricerca, nella piena libertà del moderno, l’alternativa al peso della cultura barocca, simbolo del dominio europeo sul nuovo mondo. La durevolezza di uno stile definito “brutalista” sarebbe scontata se a giustificarla fosse la robustezza del cemento o la bravura ingegneristica. Nel lavoro di Mendes da Rocha essa diventa, invece, la prova che il sogno del moderno, nella declinazione che è stata giustamente definita “essenzialista”, può essere rifondato come realtà.

 

Paulo Mendes da Rocha
Golden Lion for Lifetime Achievement 2016
15. Biennale Architettura – Reporting From the Front