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Città (in)visibili. Antonio Girbés e i ‘refugios’ dell’umanità
di M.M.   
47943-captura_de_pantalla_2016-04-05_a_la_s_21_25_51.pngAndrea Palladio, Pere Compte, Fritz Wotruba e Félix Candela sono alcuni dei testimoni di Refugios dell’artista/fotografo Antonio Girbés (Valencia, 1952), omaggio allo straordinario patrimonio di opere che questi grandi architetti e artisti hanno lasciato in eredità. A cura di Javier Molins, ospitata negli spazi dell’Officina dell’Arte Spirituale dell’Abbazia di San Giorgio Maggiore, il progetto espositivo Refugios è un’installazione site specific formata da tredici opere di grande formato.

 

Ogni immagine fugge dalla bidimensionalità tipica dello scatto fotografico e, grazie al sapiente uso della prospettiva messo a punto da Girbés, crea illusioni di profondità impossibili, affonda lo sguardo del visitatore in una tridimensionalità irreale e allo stesso tempo verosimile. Refugios nasce da Delirious City, una serie di lavori dell’artista che dal 2006 riunisce immagini fotografiche di edifici realizzati da architetti di fama in diverse città europee, componendole in una nuova città atemporale, nella quale le opere architettoniche create nel corso dei secoli convivono assieme contemporaneamente. L’intero progetto è un omaggio all’arte e all’architettura, creatrici di luoghi dove la bellezza infonde all’essere umano calma e serenità, luoghi ‘rifugio’ per l’umanità.

«Antonio Girbés. Refugios»
Fino 31 agosto 2016 Officina dell’Arte Spirituale

Isola di San Giorgio - Venezia
www.abbaziasangiorgio.it