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Home arrow TEATRO arrow 44. BIENNALE TEATRO | Sinossi degli spettacoli
44. BIENNALE TEATRO | Sinossi degli spettacoli
di Redazioneweb   

bestias_002_fredericjean.jpgBaro d’Evel Cirk (F)
BESTIAS (105’) prima italiana

Guidata dal duo franco-catalano formato da Camille Decourtye e Bali Mateu Trias, la compagnia Baro D’Evel Cirk si contraddistingue per la particolarità dei progetti, concepiti come partizioni sonore e corporee, come quadri, immersioni, viaggi. Dal 2007, la Compagnia, sviluppa un progetto di circo itinerante, Le Sort du dedans, un vero e proprio tendone da circo, elemento essenziale che fin dal momento dell’allestimento nella città visitata suscita fantasie immaginifiche nei passanti. Attraversando le absidi del tendone, il pubblico intraprende un viaggio surreale accolto da effetti grafici e sonori, ed è subito avvolto dallo spettacolo mentre si accomoda sulle gradinate. L’anello centrale è uno spazio mutevole, un buco nero, un labirinto, il luogo dell’attrazione dei corpi e della rottura. Ignoti membri di una tribù fantastica abitano quel luogo, si muovono davanti alla platea mostrando le loro semplicità, le loro follie, i loro sogni. Con Bestias si scivola in una grotta dove si apre un sogno ad occhi aperti popolato di cavalli e ballerini, uccelli esotici e pagliacci, acrobati e musicisti. Un’avventura virtuosa, poetica, la cui vera forza è insita in una potente miscela di discipline e linguaggi.

26, 27, 28 luglio h. 21

Parco Tecnologico Scientifico VEGA, Marghera (Ve)

 

 

_mg_1123.jpgPascal Rambert (F)
CLÔTURE DE L’AMOUR (110’)

[spettacolo in italiano sottotitolato in inglese]
Strepitoso successo fin dal debutto al Festival d’Avignon nel 2011, Clôture de l’amour (Finale d’amore) di Pascal Rambert, approda a Venezia, prodotto da Emilia Romagna Teatro nella versione italiana con Anna Della Rosa e Luca Lazzareschi, due tra gli interpreti più apprezzati del panorama italiano, fortemente voluti dal direttore del Théâtre de Gennevilliers. Una scena minimalista, che si risolve in una grande stanza bianca, accoglie un uomo e una donna che si interrogano sulla fine della loro storia d’amore senza mai instaurare un vero dialogo, incanalando in due lunghi monologhi tutte le parole, le domande, le risposte, come in una sorta di maratona tra paura e liberazione. Senza remora alcuna Rambert conduce il pubblico nel cuore del momento doloroso, immergendolo in una storia che porta inesorabilmente alla rottura. Lo spettacolo non ambisce a rispondere alla domanda “chi amiamo quando amiamo?”, ma si aggira semplicemente nelle possibilità, senza rifiutare i luoghi comuni che usano almeno una volta due persone che si separano, che cercano assieme le ragioni del proprio disamore. Due sguardi, due parole e due silenzi per raccontare la violenza di un amore che muore.

28 luglio h. 20
Teatro alle Tese, Arsenale

 

 

andreas-etter.jpgRoger Bernat / Yan Duyvendak (E)
PLEASE CONTINUE, HAMLET (150’)

[spettacolo in italiano]
Duyvendak e Bernat mettono in scena un processo con tutti i canoni del reale, con pubblici ministeri, avvocati e giudici veri, reclutati nel locale foro cittadino, creando una storia ispirata a un fatto di cronaca realmente accaduto, dietro cui si cela la traccia mai esplicitata, ma percepibile dell’Amleto shakespeariano. Un sottile gioco tra finzione e realtà. Un caso esemplare che si fonde in una storia vera. Una drammaturgia della realtà e al contempo una grande trama tragica trasposta nell’era contemporanea. Please continue, Hamlet porta il sistema giuridico sul palco, trasforma il pubblico in giuria, per esplorare il rapporto tra l’applicazione della giustizia e la questione eternamente sfuggente di cosa sia la verità. Come nell’Antichità – quando il teatro era uno di luoghi più importanti della polis e della politica – Yan Duyvendak e Roger Bernat inventano dispositivi scenici che poi abbandonano al pubblico, agli “spett-attori”, abbattendo definitivamente la “quarta parete”.

30 luglio h. 20 | Teatro alle Tese, Arsenale

 

 

masha_rasa_samuolyte_trigorin_darius_gumauskas.jpgOskaras Koršunovas (LT)
IL GABBIANO (THE SEAGULL) (170’) prima italiana

[spettacolo in lituano sottotitolato in italiano e inglese]
Con questa versione de Il Gabbiano, l’acclamato regista lituano prosegue il percorso di ricerca iniziato con Bassifondi e Amleto, con l’obiettivo di arrivare al cuore dell’opera, che è stato invece spesso nascosto sotto costumi, decori, scenografie sontuose e intonazioni trascinanti.
«Mettere in scena Cechov significa diagnosticare le malattie del nostro tempo e gli acciacchi dell’anima usando l’intonazione come un bisturi. Per un attore, avventurarsi in un’opera di Cechov è come per un medico recitare il giuramento di Ippocrate, perché ogni momento in un dramma cechoviano è una metastasi del destino. Sfortunatamente, spesso la passione, l’amore, la gelosia e l’odio presenti in queste opere sono stati zittiti, annegati nella nebbia di piccole elegie intellettuali, chiacchiere davanti al tè mentre la vita ti passava accanto. Ma tutto questo è solo accademia e, di fatto, una vera censura politica. In verità, la vita non ti passa accanto in Cechov – si apre ai personaggi e al pubblico con tutto il potere dell’amore e dell’orrore esistenziale» (Oskaras Korsunovas).

2 agosto h. 20 | Teatro alle Tese, Arsenale

 

 

08_160309_guido_mencari_paris_castellucci_ethica-630_print.jpgSocietas / Romeo Castellucci (I)
ETHICA
Natura e origine della mente
(45') prima italiana

[spettacolo in italiano sottotitolato in inglese]
Per tutta la durata della rappresentazione, una giovane è sospesa a diversi metri da terra, appesa a un cavo solo con il dito indice della mano sinistra. Nonostante la sua scomoda e pericolosa posizione, la donna è sempre vigile, mantiene grande controllo di sé, della situazione e delle sue paure. Tra il pubblico a lei sottostante – il quale osserverà lo spettacolo in piedi – un cane si aggira libero, miagolando. Prende vita così un dialogo tra il cane/gatto e la donna sospesa intorno alla scoperta di essere il frutto della visione interiore dello spettatore. Il cane/gatto decide di essere Telecamera, e la donna sospesa di interpretare Luce. Il terzo personaggio, composto dalla moltitudine, reagisce alle parole dei due, è la Mente, la protagonista che assegna il nome al titolo di questa azione. Alla fine, tutto non sarà altro che il prodotto della visione soggettiva dell’osservatore. Questo è il fondamento di base dell’Ethica di Spinoza che ispira Castellucci per questo progetto la cui fase embrionale ha visto la luce proprio a Venezia, grazie a un workshop di Biennale College – Teatro nel 2013.

3 agosto h. 19/21 | Tese dei Soppalchi, Arsenale

 

 

Anne Bogart / SITI Company (USA)
BOB (90') prima italiana
[spettacolo in inglese sottotitolato in italiano]
ph._shehab_hossain_courtesy_siti_company_2012-1-19_bob-30.jpg«Bob è un solo show sulla vita e sul tempo di un regista teatrale d’avanguardia famoso in tutto il mondo. Elogiato come un genio, sfreccia sui binari di un mondo dell’arte che si sta rimpicciolendo sempre di più. Usa la propria storia e le persone attorno a sé come foraggio per i suoi maestosi spettacoli. Con Bob avremo l’esperienza di una crisi creativa incipiente e vedremo il punto di collisione tra la cultura pop e l’alta cultura. Tutte le parole della nostra produzione di Bob sono state dette, in un momento o nell’altro, dal grande direttore teatrale Robert Wilson.
Con l’aiuto della mia assistente Kara Manning ho raccolto centinaia di interviste e registrazioni di conversazioni di Robert Wilson prodotte nel corso della sua carriera. Ho copiato quelli che ritengo gli stralci più affascinanti e provocatori e li ho inoltrati a Jocelyn Clarke, scrittore, critico e drammaturgo irlandese, che ha composto la versione corrente della sceneggiatura.
Bob è la prima parte di una trilogia sui processi artistici: Room è stata ispirata dalla vita e dall’opera di Virginia Woolf e Score si concentra sulle articolazioni musicali di Bernstein. Ciò che unisce queste tre opere è la grandiosa ossessione di queste persone con la loro arte. Ognuna è un viaggio di comprensione e di nuove visioni. Bob non vuole essere un ritratto realistico di Robert Wilson ma un’immersione in un’elettrizzante prospettiva sulla famiglia, sull’arte e sulla cultura americana» (Anne Bogart).

4 agosto h. 20
Teatro alle Tese, Arsenale

 

krol_lear_2014_fot_m_hueckel_1_0815.jpgJan Klata (PL)
KRÓL LEAR (120’) prima italiana
[spettacolo in polacco sottotitolato in italiano e inglese]
Jan Klata firma un’innovativa versione di Re Lear ambientata in Vaticano, l’unico governo oggi ad essere considerato tale per diritto divino. La scena è totalmente dominata da Lear, in lotta contro la propria dipartita. È un pietoso aggrapparsi alle illusioni, uno scivolare nella pazzia, un lucido giudizio sulle sue figlie ostinate. L’opera attrae con una scenografia monumentale e con i costumi di Justyna Łagowska, seduce con la musica di James Leyland Kirby e delizia con la coreografia precisa e spiritosa di Maćko Prusak. Lear è la figura di potere attorno cui si celebrano rituali, figura che diviene via via meno percettibile, rimanendo tuttavia presenza scenica dominante, voce impossibile da ignorare, che non permette alcuna obiezione. È possibile credere in un solo Re, Padre Onnipotente? Ma lui non è né re né padre. Questa visione della figura di Lear è la coronazione del trittico di Klata (preceduta da lavori sull’Edipo Re e su Ubu Roi). È una storia di rinuncia, di inevitabile declino, di fine trionfale del mondo di qualcuno.

6 agosto h. 20 | Teatro alle Tese, Arsenale

 

 

eseelasfossemparamoscouam-25.jpgChristiane Jatahy (BR)
WHAT IF THEY WENT TO MOSCOW? (90’ – intervallo 60’ – 90’) prima italiana

[spettacolo in portoghese sottotitolato in italiano e inglese]
Con quest’opera Christiane Jatahy compie un nuovo passo nella sua ricerca sul linguaggio drammaturgico quando si fondono e coesistono cinema e teatro, finzione e realtà, attori e personaggi. «Abbiamo lavorato sul testo di Cechov Le tre sorelle da diverse prospettive per arrivare a una discussione sull’utopia. Sul non-luogo, o sul luogo che immaginiamo ma in cui non ci troviamo mai. Stiamo creando un documentario politico, pluralista ma comunque molto personale. Un documentario sul cambiamento nel mondo. Vogliamo produrre ancora più intersezione tra realtà e finzione, teatro e cinema, passato e presente», spiega la regista. What if they went to Moscow? è un dramma teatrale e allo stesso tempo un film proiettato in diretta. Due opere, due spazi diversi intrecciati l’uno all’altro. Uno è l’utopia per l’altro, ma ciascuno è comunque compiuto in se stesso. Olga, Maria e Irina sono in diverse fasi della vita e tutte cercano una svolta, condividono le loro personali paure, i desideri, i sogni e soprattutto si interrogano e interrogano intimamente il pubblico sulla reale possibilità di attuare un cambiamento nella propria vita, nonostante tutto.

9 agosto h. 18.30
Teatro alle Tese, Arsenale

 

pinocchio_2_c.marco_caselli_nirmal.jpgBabilonia Teatri / Gli amici di Luca (I)
PINOCCHIO (70’)

Leone d’argento per l’innovazione dell’edizione 2016, la compagnia veronese Babilonia Teatri, fondata nel 2006 da Enrico Castellani e Valeria Raimondi, torna a Venezia con lo spettacolo Pinocchio, premiato dall’Associazione Critici di Teatro nel 2013. Il progetto, realizzato in collaborazione con l’associazione “Gli Amici di Luca” della Casa dei risvegli Luca De Nigris di Bologna, vede protagonisti tre uomini, tre sopravvissuti all’oscura esperienza del coma, che portano in scena se stessi, le proprie vite, le proprie solitudini. Nessun personaggio per la non-favola di Babilonia Teatri, non c’è interpretazione, né recitazione, solo Castellani che, nei panni di intervistatore/conduttore, pone domande con misurata ironia ai tre attori/intervistati, che rispondono svelando progressivamente la propria storia. «Pinocchio corrisponde al nostro bisogno di fare un teatro necessario. Un teatro dove la vita irrompe sulla scena con tutta la sua forza senza essere mediata dalla finzione – recita la nota di regia della Compagnia – Dove l’attore non attore mette in gioco il suo vissuto, la sua inconsapevolezza, la sua sincerità. Dove ad essere determinanti non sono la perizia e la tecnica ma la verità di corpi e vite che parlano da soli…».

11 agosto h. 20 | Teatro alle Tese, Arsenale

 

 

chagrin2-14_compress.jpegFabrice Murgia / Cie Artara (B)
LE CHAGRIN DES OGRES (60’) prima italiana

[spettacolo in francese sottotitolato in italiano e inglese]
Fabrice Murgia, Leone d’argento per l’innovazione nel 2014, torna a Venezia con il suo teatro “sensoriale” in cui l’apparato scenografico, gli effetti visual, luci e musiche generano un vero e proprio “contenitore”, uno spazio emotivo dove l’attore si muove e si esprime.
Le Chagrin des ogres (Le sofferenze degli orchi) del 2009 è il primo lavoro che Murgia firma come autore e regista. Lo spettacolo è un’immersione sensoriale nell’universo psicologico dei giovani d’oggi, ispirato a due casi di cronaca emblematici del nuovo millennio. Nel 2006, Sebastian Bosse, un giovane tedesco di 18 anni, dopo aver annunciato le sue intenzioni sul web, ha sparato a 37 compagni e professori della sua ex scuola finendo per girare poi la pistola contro di sé. Lo stesso anno, Natascha Kampusch, rapita e segregata per tutta la sua adolescenza da un ingegnere elettronico, sfugge alla sua prigionia. Da allora la giovane, conduce talk-show per la tv austriaca. Servendosi del materiale presente nel blog di Bosse e delle interviste rilasciate dalla Kampush, Murgia mette a punto una non-favola moderna al contempo realistica e onirica, ricca di immagini e sensazioni, servendo la narrazione con iterazioni video-palco ed esecuzioni di musica elettronica dal vivo.

13 agosto h. 20
Teatro alle Tese, Arsenale
 

 

:agenda teatro

    25|05|2017
  • STOMP
    Teatro Goldoni - Venezia
    "Eventi Speciali"
    Stomp Productions - Glynis Henderson Productions  in collaborazione con Terry Chegia   

  • 26|05|2017
  • STOMP
    Teatro Goldoni - Venezia
    "Eventi Speciali"
    Stomp Productions - Glynis Henderson Productions  in collaborazione con Terry Chegia   

  • 27|05|2017
  • STOMP
    Teatro Goldoni - Venezia
    "Eventi Speciali"
    Stomp Productions - Glynis Henderson Productions  in collaborazione con Terry Chegia   

  • 28|05|2017
  • STOMP
    Teatro Goldoni - Venezia
    "Eventi Speciali"
    Stomp Productions - Glynis Henderson Productions  in collaborazione con Terry Chegia