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Home arrow ARTE arrow Solo bagaglio a mano. Al Teatrino Grassi esclusiva anteprima di "Ossessione Vezzoli"
Solo bagaglio a mano. Al Teatrino Grassi esclusiva anteprima di "Ossessione Vezzoli"
di Mariachiara Marzari   
ossessione_vezzoli_-_francesco_vezzoli.800x0.jpgFrancesco Vezzoli si racconta e si lascia raccontare. Non è l’affermazione reiterata del suo narcisismo sfacciato in bilico tra arte, glamour ed eccentricità – apertamente dichiarato nella sua opera di qualche anno fa Francesco by Francesco (una serie di ritratti di Vezzoli che citano lo stile del famoso fotografo americano Francesco Scavullo) –, né un nuovo lavoro sulla dinamica guardare-essere guardati, ma un docufilm sulla sua arte e sulla sua vita (vera) realizzato da Alessandra Galletta, prodotto da Vulcano in associazione con Marsèll e distribuito in Italia da Fil Rouge Media in collaborazione con I Wonder Pictures e Nexo Digital.

 

Ossessione Vezzoli è un’occasione da non perdere per entrare nel mondo di uno degli artisti italiani più affermati a livello internazionale, cantore della cultura pop, sperimentatore, talento incontrastato dell’arte contemporanea. Il docufilm sarà protagonista di una proiezione straordinaria in anteprima italiana alla presenza dell’artista e della regista, il primo settembre alle ore 19 al Teatrino di Palazzo Grassi (ingresso libero sino a esaurimento posti).

 

Alessandra Galletta racconta in presa diretta due anni – dal 2013 al 2015 – della sua carriera, documentando i retroscena dei diversi progetti espositivi presentati presso i musei e le manifestazioni d’arte contemporanea più prestigiosi al mondo. La camera lo segue dal Museo MAXXI di Roma al MOCA di Los Angeles, dalla Biennale Architettura di Venezia al Pitti di Firenze, dal Doha Qatar Museum of Modern Art, al MoMA PS1 di New York, fino all’Aurora Museum di Shanghai, da un allestimento all’altro, fornendo le chiavi per comprendere il processo creativo e le ragioni del suo successo. Francesco viaggia leggero, non ha casa, non ha studio, gli bastano «alcune valigie sparse per il mondo, ritagli di giornale e un pc», dice.

 

vezzoli_980x571.jpgLa narrazione delle opere e dei progetti più significativi della sua carriera viene arricchita dal commento esclusivo di alcuni personaggi della cultura internazionale che vi hanno preso parte, come il filosofo francese Bernard-Henri Lévy, il direttore di «W Magazine» Stefano Tonchi, Philippe Vergne Direttore del MOCA di Los Angeles e Klaus Biesenbach Direttore del MoMA PS1 di New York. Tra i vari intervistati, c’è anche sua madre, alla quale Vezzoli ha dedicato diverse opere. Curiosità pre-notorietà, come lo spezzone di Doppio Slalom, il quiz TV al quale Vezzoli partecipò da ragazzino; significativi ricordi di incontri con altri artisti – da Lady Gaga, a Cindy Sherman, a Veruschka, Natalie Portman, Eva Mendes, Helmut Berger, Cate Blanchett, Sharon Stone, da Iva Zanicchi, a Franca Valeri, Valentina Cortese e Marisa Berenson –; una giusta dose di realismo: «Giunto alla mia mezza età (Brescia, 1971), mi piace lavorare con la scultura antica, anche di 2000 anni. La sento affine alla mia arte e alla mia ricerca».

 

Ottanta minuti in cui Vezzoli si lascia raccontare, tra tecnica e luoghi dell’anima, facendo emergere una personalità forte della propria ispirazione e sensibilità, freschezza e libertà, lucidità e determinazione. I biopic (biography picture) sono film la cui struttura esprime sulla forma di vita del protagonista un “giudizio di redenzione o di dannazione”. Al pubblico, l’ardua sentenza.

 

Ossessione Vezzoli, di Alessandra Galletta (80’, 2016)
1 settembre 2016, h. 19

Teatrino di Palazzo Grassi - VenezIa
www.palazzograssi.it