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Veneziani a Tavola | Sir Oliver Skardy
di Pierangelo Federici   
menarosto__logo.jpg‘Menarosto’ in veneziano vuol dire “disobbediente, impertinente, birichino”: ed è lo pseudonimo di Sir Oliver Skardy, musicista già leader dei Pitura Freska, paladino del reggae veneziano, antiproibizionista incallito, voce ribelle contro tutti i soprusi dei potenti sui più deboli e ora anti-cuoco della nuova web serie di “cucina veneziana in levare”.

L’intervista
MENAROSTO, un canale YouTube e una pagina Facebook per raccontare cosa?
Che in cucina è ora di cambiare musica. Con buona pace dei vari Master Chef e Hell’s Kitchen, si può cucinare anche senza scomodare le acciughe del Mar Cantabrico, il Mangustan asiatico o lo storione Beluga. Ci si può nutrire egregiamente con ingredienti semplici, magari comprati a Rialto, nel più bel mercato del mondo. Perché il cibo è gioia e qui finalmente si fa da mangiare ridendo, scherzando, cantando e ballando!

 

Ma, come la mettiamo con la lingua? Lo “scardese” non è certo comprensibile a tutti! Quel misto tra veneziano con accento di Marghera e creazione continua di neologismi potrebbe risultare poco chiaro? Niente paura, la produzione ci ha dotato del più sgangherato, illogico e sbilenco dei traduttori simultanei. Si chiama Gianfranco Gallo, di professione mimo che, per la prima volta, abbandona il mutismo e conquista la parola.

menarosto_1_miniatura_2.jpg«Parla come mangi»: all’inventore del venetian reggae posso chiedere se mangia come canta?
Per capire come la penso, basta ascoltare il testo della sigla della mia web serie. In un mondo inquinato, pieno di ladri e ingiustizie, «niente in ordine e tutto fora posto: Menarosto, qua el fumo xe più bon del rosto!».

In MENAROSTO ti metti ai fornelli per ospiti sempre diversi, autentiche guest star che si scoprono soltanto alla fine del video. Nella prima puntata Elio e le Storie Tese, nella seconda Maurizio Landini: chi dobbiamo aspettarci nel futuro?
 Pane al pane e vino al vino, amici sinceri senza peli sulla lingua, gente che la pensa come me. Insomma, autentici menarosti…

Gli interni sono girati in un ambiente molto particolare, una location tra fornelli e strumenti musicali, a metà tra cucina e sala prove. Ma, è casa tua?
Bel posto, vero? Magari fosse casa mia! Ma gli oggetti che vedi in giro, quelli sì che sono miei. Compreso il quadro con la pennetta (“plettro” in italiano) che trovai sotto al palco di San Siro il 27 giugno del 1980…suonava Bob Marley!

Durante le puntate ti prendi pause di riflessione tra fantasticherie e fatti reali della vita, sempre raccontando il “come si fa” nel modo più lontano possibile dai tutorial di cucina così come siamo abituati a vedere in televisione.
Di Antonella Clerici ce n’è già una, con un paio di “punti di vista” notevoli per giunta. Comunque non escludo di mettermi una parrucca bionda in una delle prossime puntate…

Ci racconti una delle tue “ricette disobbedienti”?
La ricetta della prima puntata, un piatto ereditato dalla tradizione partenopea, un omaggio ai fratelli napoletani simpaticamente re-interpretato alla veneziana. La pizza è un piatto dell’umanità, un inchino alla cultura popolare della strada. L’idea iniziale era di chiamarla “Pizza Tepa” (traduzione veneziana di ‘scugnizzo’), ma poi durante le riprese… arriva il complimento finale di Elio che, assaggiando la pizza assieme alle sue Storie Tese, si lascia sfuggire la più tipica e irriverente delle esclamazioni veneziane…

La ricetta
Caro Skardy ‘Menarosto’, facciamo un gioco, rovesciamo i ruoli: per la prima volta nella storia di questa mia rubrica, lascerò all’intervistato il compito di dedicarmi una ricetta…

carbonaradi_msare_by_pacianca_copyright_2010_web.jpgCARBONARA DE PESSE STRACO
Ingredienti per 4/5 piatti
500 gr. di spaghetti, 500 gr. di cozze, 200 gr. di pomodoro ciliegino, 200 gr. di code di gamberoni freschi, 4 uova, limone e prezzemolo.
Preparazione
Fai rosolare uno spicchio d’aglio in poco olio extravergine, quindi aggiungi le cozze, copri il tegame e lascia cuocere finché non si saranno aperte. Quando si saranno intiepidite estraile dal guscio. Pulisci i gamberoni, tagliali a pezzi e falli saltare rapidamente in padella con aglio e una spruzzata di limone, pepe e sale. Taglia a metà i pomodorini. Nel frattempo porta a ebollizione una pentola d’acqua per la cottura al dente degli spaghetti, scolali e saltali velocemente in padella con le cozze, i gamberoni e i pomodorini, aggiungendo, fuori fiamma, i tuorli delle uova e un battuto fine di prezzemolo. Mescola energicamente e servi il piatto caldo.