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Home arrow CINEMA arrow [73.MOSTRA] Storie di confine. Frontiere da superare, di slancio
[73.MOSTRA] Storie di confine. Frontiere da superare, di slancio
di Davide Calzetti   

27490-nocturnal_animals_3____merrick_morton_universal_pictures_international.jpgSin dalle imprese dei suoi primi pionieri, il cinema è stata un’arte di frontiera. Ha esplorato gli oscuri confini del cuore umano, ha spesso dimostrato una predilezione per personaggi ai margini, ha varcato confini e barriere per divenire linguaggio universale. Non stupisce, quindi, che una sezione aperta da La La Land di Damien Chazelle e capace di annoverare ai nastri di partenza personalità come Ozon, Wenders, Larraìn, Piccioni e Tom Ford voglia parlarci di questi temi in un’epoca inquieta in cui la globalizzazione, le guerre e la fame spingono un fiume umano ad infrangersi sulle barriere erette da chi teme che la propria identità possa venire spazzata via da una deriva inesorabile.

 

E per un Malick che fa scorrere l’Universo tutto davanti agli occhi dello spettatore con Voyage of Time: Life’s Journey, On the Milky Road del regista, attore e sceneggiatore serbo Emir Kusturica narra la storia di un uomo che decide di farsi monaco dopo la morte della moglie, interpretata da Monica Bellucci.

 

Sullo sfondo, la Guerra dei Balcani dei primi anni ’90 che concluse tragicamente il sogno di Tito di unificare sotto una unica frontiera popoli molto diversi fra loro. Una storia di amore, guerra e violenza che tocca le corde di un’Europa che, oggi come allora, si interroga sul proprio destino comune.

 

29584-spira_mirabilis_13.jpgDi vite infrante dalla guerra fa il proprio tema anche Paradise di Andrei Konchalovsky. Il film segue le vicende di Olga, Jules ed Helmut. La prima è una partigiana russa emigrata in Francia, il secondo un collaborazionista francese, il terzo un ufficiale di alto rango delle SS. L’intreccio delle loro vite sulla pellicola è per Konchalovsky un monito su come il sonno della memoria possa, ancora oggi, generare mostri. E mostri non si sentono invece i protagonisti di The Bad Batch, ultimo prodotto della vulcanica mente della regista iraniana naturalizzata statunitense Ana Lily Armipour.

 

Dopo lo spaghetti western in salsa horror nel suo primo lungometraggio A Girl Walks Home Alone At Night, Armipour presenta ora al pubblico la storia di “ordinaria anormalità” di un gruppo di cannibali alle prese con le faccende quotidiane. Giuseppe Piccioni, Massimo d’Anolfi e Martina Parenti rappresentano invece l’Italia rispettivamente con Questi Giorni e Spira Mirabilis. Il primo, tratto dal romanzo Color Betulla Giovane di Marta Bertini segue le avventure e disavventure di un gruppo di giovani universitarie di provincia unite da un’amicizia pacata e tranquilla che le porterà in una Belgrado finalmente pacificata rispetto a quella di Kusturica. La pellicola di Anolfi e Parenti guarda a tematiche più ampie, portandoci quattro storie di immortalità ispirate alla “Spirale Perfetta”, simbolo di compiutezza ed infinito.

 

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