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Home arrow CINEMA arrow [73.MOSTRA] Campo largo. L’occhio lungo del cinema
[73.MOSTRA] Campo largo. L’occhio lungo del cinema
di Andrea Zennaro   

27894-home_7.jpgLa Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia presenta, anche quest'anno, un Concorso Orizzonti ricco di opere di autori internazionali con un occhio di riguardo verso nuovi percorsi artistici. Il portoghese Marco Martins, già presente a Venezia nel 2006 con il suo corto Um Ano Mais Longo scritto assieme a Tonino Guerra, porta il suo São Jorge, storia di un pugile fallito che lavora per una società di recupero crediti. Dal Belgio arriva Home diretto da Fien Troch, il racconto di uno scontro generazionale tra giovani dell'era digitale, completamente incuranti di ciò che succede loro attorno ed interessati soprattutto a sperimentare nuovi tipi di droghe, e gli adulti, incapaci di gestire una situazione esplosiva che trascinerà verso il disastro anche un giovane appena uscito di galera ed intenzionato a redimersi.

 

Rimanendo in area belga il mockumentary King of the Belgians ci mostra le peripezie del re Nicola III attraverso i Balcani per tornare nel suo paese scombussolato da lotte indipendentiste. Ispirandosi ai fatti accaduti nel cinema di Aurora, in Colorado, nel 2012, lo statunitense Tim Sutton con Dark Night, ritorna sul tema caldo della diffusione delle armi in Usa e delle stragi ad essa correlate.

 

27946-king_of_the_belgians_1.jpgAmbientato nella Madrid di nove anni fa, Tarde para la ira, prima prova registica dell'attore spagnolo Raúl Arévalo, conosciuto a livello internazionale per l'interpretazione dello steward gay Ulloa nel film del 2013 Gli amanti passeggeri di Almodòvar, ci porta al centro di un turbine di violenza e vendette legate a Curro, un rapinatore che ha scontato otto anni in carcere, e José, un uomo tranquillo e solitario, con il quale dovrà portare a termine una missione. L'Italia è presente nella sezione con Il più grande sogno di Michele Vannucci, dove degli emarginati provano a costruire una società migliore usando le loro poche risorse, con il primo lungometraggio di finzione del regista di Bolzano Ronny Trocker Die Einsiedler, una produzione austro-tedesca che racconta la storia di Marianne, una donna ha cresciuto il figlio Albert nella fattoria di famiglia.

 

E poi i tre cortometraggi Stanza 52 di Maurizio Braucci, Molly Bloom di Chiara Caselli, Colombi di Luca Ferri e con il documentario sui preti esorcisti Liberami di Federica Di Giacomo. Tra i documentari presenti riscuoterà interesse Dawson City: Frozen Time di Bill Morrison, opera found footage sulla corsa all'oro ricavata da 500 film datati tra gli anni ‘10 e gli anni ‘20 e rimasti sepolti nel Permafrost in Canada per più di cinquant'anni.

 

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