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VENICEMARATHON 2016 | Road to happiness
di Massimo Macaluso   

gambe.jpg Tra qualche giorno, domenica 23 ottobre, Venezia e la Riviera del Brenta rivivranno la grandissima festa della trentunesima Venicemarathon. Storica 42 km che si distende da Stra a Venezia e negli anni ha visto correre e trionfare atleti del calibro di Salvatore Bettiol, Orlando Pizzolato, Gelindo Bordin, Stefano Baldini, Danilo Goffi e, tra le donne, Laura Fogli, Ornella Ferrara, Maura Viceconte e Lucilla Andreucci, oltre a tante stelle straniere. Una maratona che in questi trent’anni ha saputo crescere e diversificarsi, creare un importante indotto economico per il territorio, dare aiuti concreti alla solidarietà, ma soprattutto avvicinare alla pratica sportiva bambini, famiglie, studenti e semplici appassionati.

 

Una maratona è sempre un evento importante, che riecheggia i primi Giochi Olimpici in Grecia, le imprese di eroi a partire da Filippide, a cui si deve storicamente la nascita della corsa di 42 chilometri, a Dorando Petri che cadde poco prima del traguardo, poi sorretto e quindi squalificato.

 

Fino ad arrivare al keniota Abebe Bikila, che abituato a solcare le montagne ruvide del proprio paese corse scalzo, e vinse, la maratona di Roma ‘60. Ma quella di Venezia è particolare. Perchè Venezia è Venezia e la sua maratona la rispecchia. Così è la città, così è la corsa. O la ami o la odi.

 

percorso.jpgUna partenza speciale nella splendida Stra, accompagnata da 15 km di calore umano. Poi le prime difficoltà che ti accompagnano verso il cattivissimo ponte di San Giuliano e l’infinito e tristissimo Ponte della Libertà, psicologicamente in grado di abbattere chiunque. Poi però arrivi dentro Venezia, l’oceano di persone in Piazza San Marco ti avvolge e a stento si tengono le lacrime. Penso che correre a Venezia, per qualsiasi atleta o amatore, sia una sensazione unica, ricordo che ti accompagnerà per tutta la vita. Forse paragonabile solo alla maratona di New York. Emozioni che stando ai dati saranno condivise da 13mila iscritti, con oltre 5mila già prenotati per la 10 chilometri, ‘corsa nella corsa’ per atleti non agonisti che percorreranno solo l'ultimo tratto del circuito, quello in centro storico. In ultimo, un pensiero che è il valore aggiunto di questo evento, soprattutto in giorni pregni di polemiche sull'Olimpiade negata a Roma dai contrasti politichesi.

 

La maratona è una koinè attraverso la quale comunicano tra loro persone che non avrebbero altra occasione, a questo mondo, di incontrarsi. La diversità si scongela producendo una tipologia umana attratta dalla stessa cosa, nello stesso momento, senza sottrazione d'amore, possano essere campioni o podisti che stemperano con la gioia di correre più a lungo possibile i tormenti di un'epoca intossicata dalle disuguaglianze. I “popoli in corsa” si mescolano, si fanno coraggio tra guerre, scontri di civiltà e recessioni economiche. Sono manifestazioni vitali persino quando vengono attaccate dalla natura perversa dell'uomo (a Boston, nel 2013), o da quella infuriata del pianeta (l'uragano Sandy che bloccò la maratona di New York). Tra eroi veri ed eroi per caso, sfila una disciplina interiore e fisica che vive ancora di sé stessa, per puro slancio. Nello sport d'alto livello, contano i soldi di chi lo pratica. Nelle maratone si paga per essere felici. Per questo non hanno prezzo.

«31. Venicemarathon»
23 ottobre Riviera del Brenta-Venezia
www.venicemarathon.it